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Parentopoli nella sanità pugliese. Cosi i direttori generali delle Asl fanno assumere le proprie mogli

Parentopoli nella sanità pugliese. Cosi i direttori generali delle Asl fanno assumere le prorie mogli

Apulo • Lucane

L'inchiesta pubblicata da "Il Quotidiano Italiano" coinvolge le aziende sanitarie di Taranto, Brindisi e Lecce. C'è un Grande Salento che funziona. Viaggia talmente spedito che la magistratura ha deciso d'interessarsi ad esso

C’è un Grande Salento che funziona una meraviglia. E come se funziona. Coeso. Con i tre capoluoghi di provincia pronti ad aiutarsi gli uni con gli altri. A venire incontro ai desiderata dei soliti noti. E’ il Grande Salento (sarebbe più corretto, forse, chiamarlo ‘Grande Lamento’) della sanità pubblica che aiuta le mogli dei direttori generali delle Asl di Taranto, Lecce e Brindisi a trovare posto, e incarichi dirigenziali, mediante l’utilizzo del mandato a “comando”. L’inchiesta a firma di Antonio Loconte, pubblicata da “Il Quotidiano Italiano” – e rilanciata da "Libero" – ha dell’incredibile. Una vera e propria parentopoli pugliese, con protagonisti i manager scelti da Emiliano alla guida delle nostre aziende sanitarie. Big Michele, tu sì che sei uno statista. E senza cime di rapa, questa volta. La storia è piuttosto articolata nella sua semplicità. Leonardo Sciascia ci avrebbe scritto su un racconto. Tutto ebbe inizio nel 2014 al Politecnico di Bari. Dando seguito ad un vecchio concorso bandito nel 2000, si provvede all’assunzione di quattro unità lavorative. Dopo soli tre mesi, con delibera n° 1456, una dirigente neoassunta viene “comandata” all’Asl di Lecce che, nel frattempo, non aveva compiuto alcuna richiesta formale. Grazie alla procedura di mobilità che privilegia i “comandati”, questa stessa dirigente viene trasferita a stretto giro nella sede di Lecce. Chi è costei? Rosanna Indiveri: moglie del direttore generale dell’Asl di Taranto, Stefano Rossi. La medesima operazione viene ripetuta all’Asl di Brindisi. Con delibera n° 1887 – e dando seguito ad un concorso del 2010 – si decide di assumere alcuni dirigenti da impiegare nel ramo amministrativo. Tra i vincitori di concorso figura anche Laviana Tunzi che, rivolgendosi direttamente al direttore generale, Giuseppe Pasqualone, chiede di essere “comandata” all’Asl di Lecce. Anche in questo caso manca una specifica richiesta da parte dell’Asl, ma non importa. La dipendente viene autorizzata al “comando”. E poco c’interessa se la legge stabilisce che il “comando” va attuato per esigenze di servizio dell’ente di riferimento, per un tempo determinato, in via eccezionale, e non per il desiderio – o capriccio - del tale dirigente e della tale sua famiglia. Storia finita? Ma neanche per sogno. Vieni a ballare in Puglia, Puglia, Puglia… L’ex direttore generale dell’Asl della Bat, Ottavio Narracci (oggi direttore all’Asl di Lecce), bandito un concorso per l’assunzione a tempo indeterminato di 4 dirigenti amministrativi, con delibera n° 2787 del dicembre 2016, nel marzo dell’anno successivo dispone l’assunzione delle 4 unità lavorative. Una a tempo indeterminato e tre a tempo determinato. Il tutto facendo scorrere la graduatoria di un’altra Asl. Quale? Quella di Taranto. E altrimenti di quale Grande Salento staremmo parlando. Bisogna aiutarsi tra province limitrofe, per diamine. Dalla suddetta graduatoria Narracci decide di attingere per le tre assunzioni a tempo determinato. L’unità a tempo indeterminato, invece, va individuata da un’altra graduatoria: quella del concorso per dirigente amministrativo tenuto presso l’Irccs De Bellis di Castellana Grotte. Di chi si tratta? Di Daniela Prudente, moglie del direttore generale dell’Asl di Brindisi (Giuseppe Pasqualone) e dipendente, nella sua veste di funzionario dell’Asl della Bat, di cui era direttore generale Ottavio Narracci. Della serie: si assume un solo dirigente a tempo indeterminato, utilizzando la graduatoria del De Bellis di Castellana Grotte, e guarda caso la scelta ricade sulla moglie di Pasqualone. Più Grande Salento di cosi, si muore. Viva il trasferimento a “comando”. Che genialata. Senza lo stesso, chi le avrebbe sentite le consorti dei direttori generali delle Asl di Taranto, Lecce e Brindisi.