Malaria e nuovi corsi d’acqua

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È stata presentata a Palagianello l’iniziativa promossa dal “Tavolo Verde”, dall’associazione “Nordsud” e da “Palagianello Bene Comune”, per accendere ancora una volta i riflettori sulla situazione del fiume Lato e sulla questione dell’acqua pubblica

Seduti ad aspettare lungo le rive del fiume Lato, in attesa della messa in sicurezza del territorio, abbiamo visto passare milioni di euro sperperati con indiscutibile maestria per prolungare le pene degli agricoltori e dei braccianti della zona, costretti giornalmente a fare i conti con le difficoltà causate dalla cattiva progettazione dei lavori nei pressi del fiume Lato, che hanno reso impraticabile la strada provinciale 12. Per dire basta a questa vergognosa situazione, il Tavolo Verde, assieme all’associazione “Nordsud” e al gruppo politico “Palagianello Bene Comune” hanno organizzato presso il ponte del fiume Lato, un incontro dal titolo evocativo, “Facciamo la festa alla malaria”, per discutere delle proposte che potrebbero contribuire alla risoluzione di questa annosa vicenda. «Il cuore del problema - afferma Paolo Rubino, in veste di rappresentante del Tavolo Verde - è che ci hanno convinto a pensare che nulla si possa fare dinanzi a delle ingiustizie prolungate nel tempo, come quella che stiamo vivendo in questa zona. Noi, al contrario, vogliamo proporre un’idea alternativa, fatta di speranza e di coraggio». Nel corso dell’iniziativa, tenuta nella serata di venerdì 20 ottobre, sono intervenuti anche l’ex sindaco di Melpignano e attuale consigliere regionale, Sergio Blasi e Patrizio Mazza, Direttore della S.C. di Ematologia dell'ASL di Taranto, il quale si è soffermato sugli ultimi casi di malaria registrati in Italia, anche alla luce delle dichiarazioni circolate nell’ultimo periodo, secondo le quali la ricomparsa di questa malattia in Italia sarebbe connessa al fenomeno migratorio (Maurizio Gasparri). Per l’ex primo cittadino di Palagianello, i disastri ambientali, gli incendi dolosi degli ultimi anni e le lungaggini burocratiche nella realizzazione dei lavori, obbligano ad una seria riflessione sulla sicurezza idrogeologica del nostro territorio: «Chiederemo con forza che lo Stato si attivi, anche attraverso la collaborazione del Genio Militare, per la bonifica integrale del territorio, per il rimboschimento e la pulizia dei boschi e delle pinete e per il recupero di tutte le sorgenti d’acqua presenti sul territorio. Azioni imprescindibili per la salvaguardia di questa zona, che sembra abbandonata a se stessa».