Lo Stato che non bada a spese

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Ieri mattina, i due ex sindaci di Palagianello e Castellaneta, Paolo Rubino e Rocco Loreto, hanno tenuto una conferenza stampa per fare il punto della situazione sulla vicenda del ponte del fiume Lato, nata dopo la devastante alluvione del 2003

Laddove lo Stato fatica a manifestarsi, ecco che con sorprendente naturalezza la politica si riappropria della sua accezione più nobile. Paradossi dei nostri giorni. Il presidio sul ponte del fiume Lato va avanti, si è arrivati al quindicesimo giorno e anche se le escursioni termiche notturne mettono a dura prova la resitenza degli occupanti, nessuno sembra disposto a cedere. Paolo Rubino ci tiene a sottolineare che «il presidio non terminerà, almeno fino a quando non vedremo dei segnali concreti da parte delle istituzioni. Non possono far finta di nulla dinanzi ad una situazione di tale gravità». In questa battaglia, la posta in gioco non riguarda semplicemente un ponte, ma la natura stessa del rapporto tra cittadino e le istituzioni, come ricorda l’ex sindaco di Palagianello: «Questa è terra di nessuno; noi cittadini ci chiediamo dove sia lo Stato. Sprecare milioni di euro, in questo momento storico, per appalti mal gestiti e per lavori inadeguati,o mai iniziati, è un insulto alla democrazia. Se a distanza di 14 anni dall’alluvione che distrusse il nostro territorio, siamo ancora qui, a chiedere il ripristino delle strade e la messa in sicurezza di questi luoghi, significa che abbiamo una classe dirigente incompetente, o peggio ancora, corresponsabile del malaffare». Dopo aver ringraziato coloro i quali hanno deciso di interessarsi a questa vicenda, come ad esempio il vescovo Maniago, l’onorevole Vico, i consiglieri regionali Marco Galante e Cosimo Borraccino, il dottor Patrizio Mazza, primario di Ematologia al Moscati di Taranto, il sindaco di Mottola, Giampiero Barulli e il consigliere del Comune di Palagiano, Gennaro Gisonna, solo per citarne alcuni, l’esponente del Tavolo Verde ha fissato i punti attorno ai quali si concentrano le richieste dei manifestanti: «Chiediamo la bonifica integrale del territorio, il rimboschimento e la pulizia di boschi, parchi e pinete e il recupero di tutte le sorgenti d’acqua presenti sul territorio. Nel 2014 continua Rubino - avevamo proposto al Prefetto l'intervento del genio militare per bonificare la zona e mettere in sicurezza alcuni ponti; la proposta è tuttora valida». In attesa che dalle Istituzioni arrivi qualche segnale, i manifestanti stanno calendarizzando una serie di iniziative culturali con l’obiettivo di trasformare il presidio in un laboratorio ricreativo e formativo.

Mentre qualcuno scherza, ma non troppo, sulla possibilità di coinvolgere in questa battaglia anche Vasco Rossi, che da anni ha scelto Castellaneta Marina come "buen retiro" estivo, Rocco Loreto prende la parola per invitare la carta stampata a raccogliere in un dossier tutte le vicissitudini subite dai coltivatori della zona, dai residenti e dai i turisti, a fronte di uno spreco inaudisto di risorse pubbliche: «Vergogna, è questo il sentimento - dice l’ex primo cittadino di Castellaneta, rivolgendosi ai giornalisti - che dovrebbe esprimere il vostro dossier». Sull’incapacità delle Istituzioni di risolvere i problemi dei cittadini, Loreto esprime un giudizio severo ritenendo che «alla luce dei fatti analizzati, la situazione di perenne precarietà in questa valle di lacrime non sia casuale, ma vada inquadrata in un disegno ben preciso che determina lo sperpero di danaro pubblico. Abbiamo speso inutilmente cifre considerevoli (all’incirca 20 milioni di euro) per delle opere faraoniche che non solo non hanno riparato ai danni provocati dalle diverse alluvioni susseguitesi nel tempo, ma li hanno aggravati». L’ex senatore dei DS tira in ballo anche l’attuale sindaco di Castellaneta, Gugliotti, il quale «si è attivato più volte per denunciare l’inutilità e la dannosità di alcuni interventi eseguiti, dichiarando che non avrebbe consentito ulteriori lavori prima di avere una relazione tecnica descrittiva dello stato attuale dei luoghi. Ebbene, nell’agosto del 2016 la Regione Puglia ed il Comune di Castellaneta - prosegue Loreto - stipulano una convenzione per un ulteriore contributo, pari a 4 milioni di euro, da destinare agli interventi sul fiume Lato. Il progetto faraonico per le opere di messa in sicurezza di questa zona prevede una spesa complessiva di 50 milioni di euro. Se pensiamo che, dopo tutte le lungaggini e le risorse pubbliche dissipate, ci ritroviamo con le strade provinciali 12 e 14 chiuse al traffico veicolare, con evidenti ripercussioni sulle aziende agricole del territorio e sul turismo, non possiamo non definire questa situazione drammatica». Mentre Rubino e Loreto tengono la loro conferenza stampa, diversi automobilisti si fermano per chiedere indicazioni stradali, disorientati da una serie di divieti e di segnalazioni che raccontano bene la condizione attuale di questa terra di nessuno. «Ecco - afferma Rubino - immaginate cosa accade in estate. Noi chiediamo ai turisti di non abbandonare questo nostro scorcio di Puglia e in cambio promettiamo di rinnovare questa classe dirigente». La politica riesce a ridestarsi, anche quando lo Stato dissipa e se ne va.