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Ven, Ott

Fiume Lato: presidio ad orologeria

Fiume Lato: presidio ad orologeria

Comuni Jonici

Rocco Loreto e Paolo Rubino rispediscono al mittente le critiche che il sindaco di Palagianello, Michele Labalestra, nei giorni scorsi, ha lanciato al loro indirizzo: accuse ritenute di berlusconiana memoria quelle rivolte agli occupanti: «Messa in scena, teatrino per attirare visibilità in vista delle prossime elezioni comunali e politiche». «Noi - rispondono i due rappresentanti del presidio - non siamo candidabili, mentre Gugliotti e Lopane ambiscono ad uno scranno in Parlamento e Labalestra regge loro il gioco. La propaganda elettorale serve solo a loro"

Cinquantasettesimo giorno di presidio; i manifestanti portano avanti la loro battaglia, mentre pioggia, vento e freddo annunciano l’arrivo di un altro inverno. Semplici cittadini, accademici, professionisti, braccianti agricoli, esponenti politici, che si ritrovano quasi tutte le sere sul “ponte della vergogna”. Un gazebo ormai divenuto simbolo di resistenza, all’interno del quale ciascuno offre la propria voce per raccontare vicissitudini e grandi progetti, esprimere dubbi e certezze. Solo per citare alcuni dibattiti: Carmine Nardone, presidente dell’associazione “Futuridea” parla delle multinazionali e dello sfruttamento spregiudicato delle risorse del pianeta; l’economista Antonio De Lellis propone di stabilire un criterio etico secondo il quale la vita dei popoli affossati dal debito pubblico debba considerarsi più importante dello stesso debito; il dottor Stefano Colapietro, esponente dell’ISDE, spiega come i cambiamenti che intervengono nell’ambiente finiscono per avere effetti negativi sulla salute. Nel frattempo le campagne elettorali si avvicinano e sale il livello dello scontro politico, sempre più spesso segnato da un linguaggio semplificatorio e banalizzante. Il sindaco Labalestra,in un’intervista rilasciata qualche giorno fa ad un quotidiano locale, aveva espresso la propria contrarietà alla forma di protesta messa in atto dagli occupanti, dichiarando che «il presunto presidio sul fiume Lato è fallito». Il sindaco di Palagianello aveva difeso l’operato del comune di Castellaneta che, in qualità di stazione appaltante, si occupa delle assegnazioni dei lavori che interessano le zone a ridosso del fiume Lato e si era scagliato contro «coloro che cercano in tutti i modi di ritagliarsi spazi elettoralistici, a livello nazionale e comunale». Rivolgendosi ai cittadini del territorio, il primo cittadino palagianellese aveva chiesto di «diffidare da certi personaggi che ancora perseverano in una politica inefficace ed inefficiente e che nulla di buono ha mai prodotto per un intero comprensorio. Sono stati sbugiardati - aveva proseguito Labalestra - dalla precisa efficienza dei Comuni interessati al problema, in primisi dal Comune di Castellaneta, ente attuatore della progettazione e dei lavori». A stretto giro di posta è arrivata la replica dei due ex sindaci che, dopo aver fatto tappa a Palagiano e a Palagianello, ieri sono stati a Castellaneta per fare il punto della situazione sulla vicenda del fiume Lato: «Invece di offenderci - afferma Rubino - il sindaco dovrebbe spiegarci cos’ha fatto in 10 anni per cercare di risolvere questo problema e, cosa non meno importante, dovrebbe avere rispetto di tutti coloro che sono qui da quasi due mesi. Qui si sta sottovalutando il rischio malaria, le probabili esondazioni potrebbero distruggere ancora una volta i campi coltivati, le due strade provinciali (12 - 14) sono ancora chiuse, abbiamo già speso circa 22 milioni di euro per non risolvere nulla ed il sindaco cosa fa? Si limita a tirare in ballo la questione elettorale. Noi - continua l’ex primo cittadino di Palagianello - possiamo dimostrare, atti alla mano, che ci siamo sempre occupati delle problematiche di questa zona; lui, piuttosto, è stato in grado di tutelare il nostro territorio?». L’ex primo cittadino di Palagianello si rivolge al Governo e alla Regione, chiedendo che vengano trovate urgentemente delle soluzioni alternative perché «non è più possibile accettare questo stato di cose. Il sindaco di Laterza, per l’emergenza neve dello scorso anno, ha chiesto l’intervento dell’Esercito. Dopo tredici anni, a fronte dello scandaloso spreco di risorse, possiamo ancora pensare che questa non sia una situazione emergenziale? Lo stesso Labalestra - ricorda Rubino - nel 2010, si mostrava preoccupato per il ripetersi di tali fenomeni alluvionali e chiedeva l’intervento urgente del prefetto per evitare quelli che anche lui definiva ulteriori sperperi di denaro pubblico. Cos’è cambiato dal 2010 ad oggi?». Rocco Loreto analizza la questione, partendo da un dato: «Esaminando le carte di questa assurda vicenda, ho notato alcune strane tendenze. Col passare del tempo, lievitano i costi per la fase progettuale, mentre dimagriscono le spese relative agli inteventi necessari nella zona. Alcune opere - prosegue Loreto - già eseguite malamente una prima volta e secondo noi urgenti, come quelle che riguardano il rifacimento degli argini, non sono state ancora avviate malgrado vi sia stata nel 2016 l’aggiudicazione definitiva dei lavori. Al contrario, i responsabili di questo disastro si sono molto adoperati per alcune inezie, che non hanno portato alcun beneficio, o hanno addirittura peggiorato la situazione». L’ex parlamentare dei DS cita diversi esempi per mostrare i preoccupanti livelli di criticità e di opacità che hanno caratterizzato una storia che si protrae dall’alluvione del 2003: «Il dirigente dell’ufficio tecnico comunale è al contempo responsabile del procedimento (RUP), progettista e presidente della commissione di gara. Il comune di Castellaneta indìce una gara d’appalto per il progetto da 4 milioni che riguarda gli interventi sugli argini e poi assegna i lavori alla ditta seconda classificata. La ditta prima classificata fa ricorso e sia il Tar, sia il Consiglio di Stato le danno ragione. Ora, molto probabilmente, pagheremo due volte i lavori di progettazione. Inoltre - aggiunge Loreto - liquidano i compensi prima ancora che i lavori abbiano inizio; tutto questo è davvero insopportabile». Quanto all’esito dell’incontro avvenuto in Prefettura (presenti i sindaci di Castellaneta, Laterza, Palagianello e Palagiano, il direttore di “ItaliaSicura”, il Dirigente regionale della Protezione Civile e il Presidente della Provincia di Taranto) l’ex primo cittadino castellanetano si dichiara soddisfatto, giacchè «il Prefetto ha stabilito che ogni qual volta si riunirà il tavolo tecnico noi verremo interpellati. La Regione continua a perseverare, attribuendo la competenza ai responsabili di questo dissipamento di risorse pubbliche, ma lo stesso Mauro Grassi, direttore di “Italiasicura” (Struttura di missione creata dal governo nel 2013, contro il dissesto idrogeologico), ha sposato la nostra causa, condividendo le nostre osservazioni». In attesa di essere ricevuti dai dirigenti della Regione Puglia e di incontrare De Vincenti, Ministro per la Coesione territoriale e il Mezzogiorno, gli occupanti non mollano e piazzano sul ponte del fiume Lato un secondo gazebo, più ampio e confortevole, all’interno del quale ciascuno offre la propria voce per chiedere un Paese più normale, a pochi giorni da un altro inverno.