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Eppur si muovono

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Dopo gli ultimi, confortanti incontri con rappresentanti istituzionali, la vicenda del fiume Lato sembra finalmente giungere ad una svolta decisiva. Una delegazione dei presidianti, stamattina, è stata ricevuta in Provincia

Novantesimo giorno di presidio. Smaltite le abbuffate natalizie e riposti nel cassetto i pensieri benauguranti, gennaio porta in dote buone nuove, almeno per quanto riguarda l’annosa questione che interessa la zona a ridosso del fiume Lato. Nell’ultimo incontro dello scorso anno, tenutosi il 18 dicembre presso gli uffici della Regione, si era delineata una prima, parziale convergenza tra le parti coinvolte in questa vicenda, ma l’immobilismo dell’amministrazione comunale castellanetana e della provincia aveva generato un forte malcontento tra i manifestanti, che da tre mesi portano avanti questa battaglia. Paolo Rubino e Rocco Loreto, nei giorni scorsi, avevano criticato apertamente l’ostinata riluttanza del sindaco Gugliotti e del presidente Tamburrano a instaurare un rapporto collaborativo coi manifestanti e avevano manifestato la propria delusione anche alla luce delle promesse fatte e non mantenute dagli enti locali coinvolti, sia nell’incontro tenutosi in Regione, sia dinanzi al prefetto. "Assistiamo ad un triste spettacolo fatto di silenzi, rimpalli di responsabilità, balbettii e assenze ingiustificate, come quella del consorzio di bonifica che non ha ancora sentito la necessità di fare un sopralluogo da queste parti. Evidentemente non ci si rende conto che la perdurante e diffusa noncuranza dei luoghi da parte delle istituzioni preposte ha minato ulteriormente la credibilità delle stesse, creando un solco sempre maggiore tra cittadini e Stato in pochi mesi".

A chiarire i termini della questione, che in un paese serio sarebbe stata risolta nel giro di pochi mesi, ci ha pensato Mauro Grassi, direttore di ItaliaSicura, struttura di missione contro il dissesto idrogeologico e per lo sviluppo delle infrastrutture idriche, che nei giorni scorsi aveva fatto visita ai presidianti. Il titolare dell’agenzia governativa si era soffermato in particolare sui soggetti in capo ai quali ricadono le responsabilità dei lavori di ripristino della zona: "Assieme al ministro De Vincenti abbiano ritenuto che la nostra presenza qui fosse giusta e necessaria, dato che il Tavolo Verde è sempre stato presente ai tavoli istituzionali convocati nell’ultimo periodo, a cui ho partecipato anch’io. Al contrario di quello che accadeva fino a qualche anno fa, quando dinanzi ad un evento idrogeologico si assisteva ad uno scaricabarile sulle responsabilità tra i plurimi soggetti che si occupavano di tali faccende, oggi, in un’ottica di semplificazione delle procedure, i problemi attinenti al dissesto idrogeologico rientrano nella sfera di competenza di soggetti istituzionali ben definiti. I Sindaci non c’entrano più nulla - aveva affermato Grassi - non possono occuparsi della progettazione dei lavori da fare, ma devono limitarsi a segnalare le criticità e i problemi legati al proprio territorio alle autorità superiori, Regione e Autorità di bacino, alle quali la nostra agenzia fa riferimento. Queste ultime devono attivarsi per stabilire il tipo d’intervento da effettuare nelle zone a rischio ed eventualmente delegare ad altri enti. Nel caso specifico la Regione ha messo a disposizione le risorse economiche necessarie per avviare gli interventi più utili e più urgenti in questa zona".

Il direttore di Italia Sicura, dopo aver ribadito più volte la centralità del ruolo della Regione e dell’Autorità di bacino negli  interventi di mitigazione del rischio idrogeologico, si era mostrato fiducioso sulla risoluzione del problema relativo alla viabilità delle strade provinciali 12 e 14: "Il prefetto mi ha assicurato che la provincia di Taranto ha i fondi per fare i lavori necessari, ai quali si aggiungeranno altri fondi regionali che andranno ad incrementare le risorse confluenti nel progetto triennale della Provincia per la sistemazione delle strade. Inoltre il ministero delle Infrastrutture mi ha confermato che gli enti provinciali usufruiranno di altre risorse finanziarie previste nella legge di Bilancio e, a tal proposito, informo che alla vostra provincia saranno destinati circa 12 milioni per le opere di ripristino delle strade compromesse".

Il tema della viabilità e della messa in sicurezza delle strade provinciali è stato al centro dell’incontro, svoltosi sul ponte del fiume Lato, tra i presidianti e il vicepresidente della Provincia, Raffaele Gentile. Sollecitato a dare risposte dai presenti, delusi dalla perdurante assenza dell’ente locale e dalla negligenza mostrata in tutti questi anni nella realizzazione dei lavori, Gentile ha rassicurato tutti sui propositi collaborativi della Provincia: "Questa battaglia di civiltà che state conducendo con grande sacrificio e con inesauribile passione merita un grande plauso.  State dando un grande esempio di cittadinanza attiva ed è giusto che si rifletta sulle cause e sulle responsabilità di questa situazione. Comprendiamo il vostro rammarico - ha affermato il vicepresidente della provincia di Taranto - ma io sono qui per invitarvi a partecipare al tavolo istituzionale perché ritengo che solo attraverso una pianificazione congiunta dei lavori da svolgere sia possibile raggiungere un traguardo tanto desiderato da tutti, quella della riapertura delle strade provinciali. Se nulla dovesse cambiare in tempi ragionevoli e voi decideste di mettere in atto proteste eclatanti, mi trovereste al vostro fianco".

Rubino e Loreto, dopo aver registrato con soddisfazione il cambio di rotta dell’ente presieduto da Tamburrano, hanno ribadito "la necessità di avviare i lavori di somma urgenza, dato che le risorse finanziarie ci sono e altre arriveranno, come confermato da Grassi. Non è più accettabile - hanno proseguito i due ex sindaci - che la riapertura delle strade sia subordinata alle opere di rifacimento degli argini, come più volte dichiarato dalla Provincia. Tra l’altro tali lavori dovrebbero partire a giorni, quindi non c’è più ragione di attendere ulteriormente". Potrebbe essere davvero vicina, dunque, la risoluzione di una vicenda che si protrae da 14 anni e che ha portato un gruppo di cittadini ad occupare pacificamente il ponte di questo fiume fondamentale per l'intero sistema ecologico della "Terra delle Gravine”. In attesa degli sviluppi, resta la soddisfazione per i presidianti di aver dimostrato che anche le Istituzioni, spesso sedotte dall’immobilismo e abbondonate all’inefficienza, talune volte si muovono.