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LA CULTURA ANTISEMITA IN PUGLIA

LA CULTURA ANTISEMITA IN PUGLIA

Comuni Jonici

Leggi razziali, campi di concentramento e campi profughi. Il Liceo Classico “Q. O. Flacco” di Castellaneta, si interroga su una delle pagine più drammatiche del Novecento

Si è tenuto un incontro, in collaborazione con la Biblioteca del Consiglio regionale della Puglia, presso l’Auditorium comunale, in occasione del Mese della Memoria istituito per ricordare le vittime dell’Olocausto. Per l’occasione sono intervenuti il Prof. Vito Antonio Leuzzi, direttore dell’IPSIAC (Istituto Pugliese per la Storia dell’Antifascismo e dell’Italia contemporanea), il Prof. Aldo Muciaccia e la Prof. ssa Teresa Santacroce, ricercatrice dell’IPSIAC. L’attenzione si è soffermata sulle pesanti conseguenze subite dalla Puglia successivamente alla legislazione antisemita, alla persecuzione e alla propaganda contro gli ebrei. “Le leggi razziali sono state devastanti e, a livello accademico, hanno causato una importante perdita dal punto di vista non solo culturale ma anche scientifico e produttivo” ha dichiarato il Prof. Leuzzi, il quale ha ricordato come in quegli anni ci sia stata una vera e propria diaspora che ha visto milioni di uomini di origine ebraica, scappare e rifugiarsi all’estero, lasciando un enorme vuoto nelle istituzioni accademiche e dunque nella produzione. Alla fine degli anni Trenta, con la pubblicazione del “Manifesto della razza”, il fascismo produsse una serie di misure persecutorie che prevedevano l’espulsione degli studenti ebrei dalle scuole pubbliche, la cacciata degli stranieri ebrei dal paese e l'esclusione da tutti gli impieghi pubblici, in particolare università e scuole, in quanto «appartenenti alla razza ebraica». In Puglia era presente, in quegli anni, solo l’Università di Bari in cui, da un giorno all’altro, molti docenti e personalità di spicco, furono costretti ad abbandonare la propria casa e la propria famiglia, alcuni senza far mai più ritorno. La Puglia, seppur in posizione periferica rispetto alle altre regioni, è stata teatro di guerra e devastazione e molti luoghi come il vecchio mulino e pastificio Pagano di Gioia del Colle, il Nuovo Macello di Manfredonia, le case coloniche di San Domenico sulle Isole Tremiti, l’ex scuola tecnico-agraria di Alberobello, senza dimenticare i paesi del Salento come Nardò e Tricase, hanno ospitato campi profughi e di concentramento le cui testimonianze sono state spesso dimenticate. A tale proposito, tuttavia, il Prof. Muciaccia ha sottolineato il carattere ambivalente della Puglia ponendo l’accento sulla sua naturale propensione all’accoglienza. Soprattutto nell’ultima fase del conflitto, nella regione sono presenti migliaia di profughi ebrei che fuggiti ai campi di sterminio, cercano di ritornare in Palestina. La maggior parte di loro intesse rapporti positivi e cordiali con la popolazione locale dando vita ad una sorprendente maturità culturale. Parlare per ricordare, vivere per non dimenticare. Questi gli obiettivi dell’incontro rivolto sia alle scuole sia all'intera cittadinanza, affinché ognuno tragga dall'esperienza del ricordo un motivo in più per attivarsi contro ogni forma di oppressione.