Tramonto globale

Euromediterraneo
Typography

Il Medio Oriente come l’Europa, dopo gli attentati che hanno sconvolto nuovamente Londra, il terrorismo internazionale ha colpito i simboli più potenti dell'Iran: il suo complesso parlamentare nel centro di Teheran e il mausoleo di Ayatollah Ruhollah Khomeini, che ha guidato la rivoluzione islamica del 1979

Da più fronti, americano e saudita, l’Iran è accusato di appoggiare il terrorismo e di pagare le conseguenze di tale sostegno, ma se i jihadisti sunniti dello Stato Islamico giudicano apostati gli sciiti e Teheran è coinvolto nella lotta contro DAESH in Siria e in Iraq, tale supposizione non regge. Stride ancora di più l’ipotesi dopo la rivendicazione dell’attentato da parte dello Stato Islamico, considerando l’impegno di Teheran nel sostenere militarmente ed economicamente il regime alawita di Assad, contro i gruppi opposizione sunniti. In Bahrein e in Libano, i leader iraniani continuano ad influenzare la politica interna e, nello Yemen, l’Iran sostiene gli Houthi, sciiti, in una proxy war che vede il Paese contrapporsi all’Arabia Saudita. Le Guardie della Rivoluzione hanno proprio accusato Riyadh dell’attacco, che rischia quindi di alimentare forti tensioni tra Teheran e Riyadh, in un momento particolarmente critico per tutta la regione mediorientale, a seguito degli sconvolgimenti diplomatici avvenuti tra le monarchie del Golfo che hanno rotto le relazioni con il vicino Qatar, per la sua stretta relazione con Teheran. Non va sottovalutato, però, che la recente propaganda DAESH ha come obiettivo l'Iran. Le forze che hanno respinto le milizie jihadiste, insieme agli elementi di sostegno occidentale, sono combattenti della Guardia Rivoluzionaria Iraniana. L’ISIS nutre dunque un odio viscerale per gli Sciiti e le aree in cui ha cercato di stabilire il suo Califfato sono esattamente ai confini dell'Iran. Tuttavia, non è azzardato ipotizzare che l'ISIS possa costituire una minaccia più per l'Arabia Saudita che per l'Iran, che gode del vantaggio di aver in Medio Oriente gruppi radicali sciiti, Hezbollah in Libano o milizie sciite in Iraq o i gruppi Houthi in Yemen, fedeli al governo iraniano.

Gli attentatori hanno colpito i due simboli della Costituzione iraniana: la tomba di Khomeini, il principio islamico, e il Parlamento in quanto emblema della rappresentanza popolare, due elementi sono entrati spesso in conflitto tra loro, ma oggi l’Iran di Rouhani è moderato, pragmatico e diretto a migliorare le relazioni con l'Occidente.  A tal proposito, la posizione strategica dell'Iran in Medio Oriente rende Teheran un alleato naturale, sarebbe sciocco dunque per i governi occidentali renderne difficile il suo lavoro.