17
Sab, Nov

Quell’Europa (mal)vista dal Mediterraneo…

Quell’Europa (mal)vista dal Mediterraneo…

Euromediterraneo

Il movimento politico transnazionale DiEM25 si costituisce anche a Taranto, e presenta il libro “Il terzo spazio. Oltre estabilishment e populismo” scritto da Lorenzo Marsili e Yanis Varoufakis

Chi ha detto che l’Unione Europea debba per forza ridursi ad un salvadanaio, che con sguardo austero minaccia i suoi membri più poveri di dover continuare a sganciare danaro? Certo, dal punto di vista della scienza economica la questione è un po’ più complessa di così, ma il risultato finale, in soldi spiccioli, è questo: i Paesi ricchi continuano ad accumulare ricchezza pubblica (pur non brillando, come ci fanno pensare, dal punto di vista dell’occupazione), mentre le politiche di austerità inflitte da quel duetto europeo che s’incarna nella BCE e negli accordi intergovernativi, non fanno altro che trasformare il sogno nell’incubo europeo, per tutti quei cittadini che oggi si vedono garantiti da un doppio ordinamento giuridico (il proprio Stato più l’U.E.), ma solo in teoria.
La pratica è ben diversa, e la reale risposta popolare osservata ai giorni nostri, si è presto trasformata in un rigurgito populista brandito dalle destre nazionaliste e xenofobe; come se il problema fosse la moneta, od, ancor peggio, “l’altro”. Ma c’è una via di scampo?
Questa l’analisi portata avanti nelle pagine del libro “Il terzo spazio. Oltre estabilishment e populismo” scritto da Lorenzo Marsili, fondatore della rivista di cultura contemporanea “Naked Punch” e fondatore della ONG internazionale “European Alternatives”, e da e Yanis Varoufakis, accademico di materie economiche ed ex Ministro delle Finanze greco del Governo Tsipras I.
Marsili ha toccato anche Taranto per una delle sue tappe pugliesi. In tale occasione, si è presentato al pubblico il comitato locale di DiEM25, primo movimento politico transnazionale nato direttamente come partito europeo, nella qual compagine dei fondatori possiamo apprezzare proprio i nomi dei due coautori del libro in esame, insieme a quelli di tante altre personalità politicamente e socialmente impegnate intorno al Vecchio Continente.
L’evento, moderato dalla giornalista Paola Casella, ha ospitato, oltre all’autore, anche il consigliere comunale Vincenzo Fornaro, e Francesco Ferri della campagna “Welcome Taranto”. Immigrazione, ambiente, crisi della democrazia, politiche comunitarie: tanti i temi affrontati durante la serata culturale promossa da DiEM25 Taranto, ma la risposta arriva forte e chiara da Marsili: è necessario creare un “Terzo Spazio”. Quel luogo dove raccogliere le istanze dei popoli oppressi da quest’Unione Europea (ndr, l’Art. 11 Cost. non avrebbe mai aspirato allo status quo nel suo riferimento alle “limitazioni di sovranità”), per poi veicolarle positivamente, verso la creazione di quell’Europa tanto auspicata, capace di trascinare realmente tutti i suoi Stati membri in un processo di crescita culturale ed economica, al quale, oggi, possiamo dire di non aver assistito.
Il percorso è tutt’altro che confortevole e lineare, ma Marsili e Varoufakis tentano di tracciare delle linee guida, servendosi anche di alcuni esempi di “sovranità di prossimità”: il Comune di Napoli dell’era De Magistris, anch’egli interlocutore di DiEM25, è stato il primo ad << approvare una delibera che riconosce lo status di bene comune a spazi culturali e sociali nella città, sostituendo alla prassi dello sgombero per occupazioni di luoghi abbandonati, pubblici o privati che siano, la definizione di utilità sociale e di riappropriazione civica di un luogo abbandonato. >>
Ma se una maggiore partecipazione dei cittadini alla vita istituzionale non dovesse bastare, ecco che entra in gioco il concetto di “disobbedienza costruttiva”, perché: << disobbedire è oggi il compito di ogni vero europeista. >>
Già, perché è proprio la visione kantiana della norma che ha umanizzato il suo contenuto: Il Diritto non è res scripta, e se a livello internazionale non può esistere Diritto che non sia confinato nello ius cogens, possiamo facilmente immaginare quanto possa essere impensabile una qualsiasi positivizzazione del sistema normativo, che si reputi scevra dal dover fare i conti con quel sensus communis instillato nell’animo dell’essere umano. Un sensus communis che dipende da fattori come spazio e tempo, ma che oggi rappresenta la più grande emergenza mondiale, nello scontro fra estabilishment austero, e populismo nazionalista. Forse, ripartire dall’umanità è il vero trampolino di lancio per poter costruire un sistema in grado di reggere a se stesso.
Citando un frame del libro: << Dobbiamo recuperare l’ambizione di mostrare la via verso un futuro di cui essere fieri e in cui la felicità di tutti sia un diritto. Ci troviamo a vivere un momento eccezionale. Un momento in cui le certezze vengono meno. Un momento carico di contraddizioni e di rischi. Non è il tempo della malinconia e dell’abbandono. È il tempo del coraggio e dell’impegno.
Perché quando i nostri nipoti ci chiederanno dove eravamo, noi, in un momento come questo, dobbiamo essere in grado di poter rispondere: dal lato giusto, a fare la nostra parte. >>
Magari, l’impulso per una nuova Europa, paritrà proprio dai Paesi più penalizzati degli ultimi dieci anni, come l’Italia e la Grecia... E forse sarà proprio Taranto, come capitale della Magna Grecia, a giocare un ruolo chiave nella prossima pagina della storia europea.