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Mer, Dic

Avviso di sfratto per Giovanni Paisiello

Avviso di sfratto per Giovanni Paisiello

Inchieste

L'abitazione di uno dei più importanti musicisti classici europei viene messa in sicurezza senza recuperarla e aprirla al pubblico. Storia di come si sprecano i soldi pubblici e si distruggono cornicioni dalla grande valenza ornamentale senza che nessuno intervenga

Non c’è pace per Giovanni Paisiello. Non solo la sua città natale non è stata in grado di dedicargli un teatro (ce n’è uno a Lecce, però!), ma anche su quella che fu la sua abitazione le operazioni di sciacallaggio sembrano non avere fine. Dopo averla quasi fatta cadere a pezzi (la casa, s’intende), l’Amministrazione comunale – questa come quelle precedenti - vuole completare l’opera con la messa in sicurezza dell’immobile. Operazione meritoria. Peccato, però, che l’impresa affidataria dei lavori abbia intascato 150 mila euro per distruggere, nel frattempo, la struttura ornamentale del cornicione. La Soprintendenza vigila su questi lavori? Esiste un assessorato alla Cultura a Taranto? Altro particolare per nulla irrilevante: con 300 mila euro si sarebbe potuto recuperare l’intero immobile per adibirlo, semmai, a casa-museo. Bastava raddoppiare la somma stanziata per completare l’opera senza fermarsi ad una semplice – e non proprio ortodossa – messa in sicurezza. Ragionamenti logici, dotati di buon senso. Uno dei più grandi musicisti classici della storia europea dimenticato, offeso dai suoi stessi concittadini. In qualsiasi altro luogo ne avrebbero fatto un’icona, un simbolo di richiamo per operazioni di altro profilo culturale.

Il problema di Taranto, in fondo, è proprio questo: la scarsa propensione a ricercare il bello. Non è sufficiente essere spartani, sempre che questa espressione significhi qualcosa di compiuto. Prima della rigenerazione urbana in città vecchia, prima del prossimo sindaco da eleggere, prima delle bonifiche in Ilva, prima della crisi economica che attanaglia i nostri avamposti produttivi, serve qualcos’altro. La giusta declinazione, per esempio, della parola cultura. Parente stretta di altri vocaboli: memoria, identità, eleganza, leggerezza, raffinatezza, inclusione, cosmopolitismo. Tutte cose che non si comprano con i soldi del Cis (Contratto istituzionale di sviluppo).

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