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Mer, Ott

Intervista a Vincenzo Fornaro

Intervista a Vincenzo Fornaro

Interviste

A sostenere la candidatura di Vincenzo Fornaro le liste Taranto Respira, Partecipazione e cambiamento e DemA. Nel 2008 la Regione decise di abbattere le sue 600 pecore perché contaminate da diossina dell’Ilva. Nel 2014, Fornaro, avvia la prima semina di cannabis per decontaminare i campi, e da allevatore diventa agricoltore

1. Perché ha deciso di candidarsi?
“Da dieci anni con gli amici ambientalisti conduciamo una battaglia per chiedere diritto alla salute e ad un lavoro che non uccida. Mi sono candidato perché Taranto ha bisogno di gente che metta il bene della città davanti al proprio interesse particolare. Invece nelle liste degli altri candidati vedo tanti ‘riciclati’. Noi siamo la discontinuità. Con noi il municipio tornerà ad essere una casa di vetro, per la trasparenza degli atti amministrativi e l’ascolto delle istanze dei cittadini”.
2. Qual è il punto chiave del suo programma elettorale?
Il nostro programma è incentrato sui 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile dell’Agenda 2030, redatta dall’Onu, declinati sulle esigenze della città. La chiave di tutto è il cambiamento di paradigma radicale che Taranto deve fare: da città basata sulla monocoltura dell’acciaio a città sostenibile, in cui a farla da padrone siano green jobs, commercio, turismo, cultura, portualità e retroportualità, agricoltura, servizi, rifiuti zero. Non lo chiediamo noi, è quello verso cui va il mondo”.
3. Vendita Ilva: quale la sua opinione? Si potrà conciliare, secondo lei, occupazione, tutela ambientale e sviluppo industriale?
“Riteniamo necessaria la chiusura di Ilva. Il piano B c’è ed è il reimpiego degli operai nelle bonifiche delle aree compromesse dal siderurgico. Il settore dei green jobs è in grande crescita. Solo nel 2015 ha fruttato 200 miliardi di euro al Pil italiano. Lo dice UnionCamere nel Rapporto 2016 stilato con GreenItaly. Perché solo a Taranto una graduale riconversione non può avvenire? Mentre dal 2012 ci interroghiamo se chiudere o no, abbiamo perso cinque anni preziosi per programmare il cambiamento. Noi siamo anche per l’apertura di una vertenza Taranto, in cui il sindaco possa finalmente alzare la voce a Roma. Finora la politica locale è stata protagonista assente, se non connivente, delle trame di un governo che pensa a salvare le banche ed i nuovi acquirenti di Ilva, con l’immunità penale, piuttosto che la gente di questa città”.
4. Emergenza sanitaria Taranto, riordino ospedaliero e Poc (Presidio Ospedaliero Centrale, del quale fanno parte il Santissima Annunziata, il Moscati e il San Marco di Grottaglie). Il sindaco è il responsabile della salute pubblica. Come pensa di intervenire?
“Punteremo all’istituzione di un Centro Ambiente e Salute per potenziare controlli sanitari ed ambientali e favoriremo il consolidamento di presidi plurispecialistici che diventeranno ‘centraline epidemiologiche’. Solleciteremo un Piano di investimenti regionali per il servizio di assistenza sanitaria e potenzieremo quella domiciliare. Promuoveremo la realizzazione di un polo scientifico-tecnologico d’eccellenza ed il potenziamento del polo oncologico attuale. Come sindaco eserciterò a pieno i miei poteri. Per esempio creando un osservatorio della mortalità generale, partendo dai dati dell’anagrafe comunale”.
5. Porto-aeroporto: nodi fondamentali per la diversificazione economica e produttiva di Taranto. Quali politiche suggerirà per il loro sviluppo?
“Il porto dovrà diventare riferimento dell’import export di prodotti agroalimentari freschi, con un’area dedicata solo a questo. Noi sosteremmo ogni progetto per lo sviluppo della retroportualità e per la crescita dei traffici commerciali. E ci batteremo per l’apertura al traffico passeggeri dell’aeroporto di Grottaglie”.
6. Il patrimonio culturale è l’identità e la memoria di un popolo. Ed è proprio dalla cultura che Taranto potrebbe e dovrebbe ripartire. Come?
“Con un Tavolo di Lavoro permanente formato da soggetti che abbiano un ruolo istituzionale nel settore dei beni e delle attività culturali, con compiti consultivi, propositivi e di monitoraggio. Promuoveremo ulteriormente il MarTa, Castello Aragonese, la Città vecchia, la storia marinara della città, con le visite nei cantieri navali e in Arsenale. Progetteremo un parco subacqueo con il naviglio militare dismesso e metteremo a sistema la storia delle masserie dell’interland jonico”.
7. La Città vecchia di Taranto ha caratteristiche uniche al mondo, oltre a rappresentare le “radici del capoluogo ionico”. Dopo il concorso Open Taranto, toccherà al sindaco indicare gli interventi e richiedere i finanziamenti al Cipe. Che cosa prevede il suo programma?
“Bisognerà partire dalle basi: messa in sicurezza e ristrutturazione degli edifici pericolanti e servizi come la rete fognaria, un’illuminazione adeguata, la banda larga per accesso ad internet. Poi attuare ‘no tax area’ e microcredito, per permettere che i locali sfitti nei vicoli diventino botteghe. Agevoleremo le giovani coppie che vogliano prendere casa nell’isola con sgravi fiscali ed attueremo il regolamento Labsus che permette alle associazioni iscritte ad apposito registro di ottenere spazi in comodato d’uso gratuito”.
8. Taranto è (e) il mare. Un settore che per secoli ha garantito la sopravvivenza delle famiglie tarantine. C’è, secondo lei, un modo per rilanciare la “risorsa mare”, rendendola competitiva?
“Di certo partire dalla valorizzazione del secondo seno di mar Piccolo, che è già una Riserva Naturale Orientata Regionale, attivando corridoi biologici intorno alla città per la fauna e la mobilità dolce. Adeguare gli alaggi per i pescatori e per il turismo diportistico e utilizzare idrovie che colleghino San Vito a Porta Napoli”.
9. Sulle periferie Taranto accederà al secondo blocco di finanziamenti pubblici, lei da dove ricomincerà?
“In questo periodo sto girando tanto per le periferie, io stesso vivo in una periferia, a Paolo VI. Quello che serve prioritariamente sono i servizi. Strade asfaltate che non diventino laghi se piove, illuminazione, sistema fognario funzionante, autobus puntuali e con corse continue, magari elettrici. E poi luoghi di incontro intergenerazionale, più verde, con la piantumazione di un albero per ogni nato del quartiere, giochi in legno per i bambini. Taranto può diventare una città d’Europa. Abbiamo il dovere di crederci”.
10. Farebbe un’alleanza in caso di ballottaggio?
“No, non ho intenzione di fare alleanze con gli altri candidati”.
11. Da sindaco quale sarà il suo primo provvedimento nei primi 100 giorni?
“Il primo passo che farò sarà chiedere la revisione dell’Autorizzazione Integrata Ambientale rilasciata ad Ilva, Eni ed Edison per garantire prescrizioni più restrittive possibili”.

CURIOSITÁ

1. Quale il libro che ha segnato il suo percorso?
“La Giuria” di John Grisham
2. Film preferito?
“Il miglio verde”con Tom Hanks e Michael Duncan
3. La sua canzone?
“Total Eclipse of the heart” di Bonnie Tyler
4. Come trascorre il suo tempo libero?
Mi piace leggere, adoro Camilleri, e poi fare lunghe passeggiate a cavallo e giocare a calcetto
5. Viaggi: il luogo che ha visitato e le è rimasto nel cuore?
Firenze ma il perché lo tengo per me