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Venerdì, 17 Novembre 2017
Ispettorato Territoriale del Lavoro di Taranto. I sindacati incontrano i lavoratori in assemblea

Solo in ciabatte

Moda
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Relegata ad accessorio comfort e alle sole mura domestiche ora la ciabatta sdogana se stessa e prende il largo. Quest'anno il daily mood la impone liberalizzando il concetto di scarpa

Forse i protagonisti della commedia teatrale di Neil Simon, ripresa dal regista Gene Saks nel 1967, “A piedi nudi nel parco”, avrebbero apprezzato e capito lo stylish molto in voga quest’anno: uscire con le ciabatte. Nel film un acerbo quanto belloccio Robert Redford finiva brillo in pieno inverno su una panchina di Washington Square Park, in giacca e cravatta, 24 ore alla mano e a piedi nudi a dimostrazione di essere un ‘no conventional man’. Il più recente tormentone Rovazziano recitava opportunamente: "In ciabatte nel locale andiamo a comandare". Tutto chiaro. Ad oggi il richiamo alla libertà e all’esigenza diffusa dettata dalla voglia di abbattere alcuni stereotipi impongono l’acquisizione coraggiosa di capi e accessori sdoganati fino a ieri solo all’interno delle mura domestiche e praticabili in esclusivo in tali ambiti. Se dunque un gesto naturale e reiterato poteva essere quello di dismettere all’ingresso della propria abitazione abiti e scarpe e incedere in direzione di abbigliamento casual e ciabatte, i nuovi usi e ‘costumi’ alterano la semantica della moda lasciando tacchi a casa e legalizzando le babbucce. Sia chiaro non si tratta di ciabatte anonime, il buon gusto non lo consentirebbe, ma di autentici oggetti esclusivi per le più comode modaiole. Indossate con jeans, abiti o shorts la ciabatta ci emancipa dal dualismo del ‘si può’ e del ‘non si deve’, decostruisce i concetti convenzionali e ridefinisce codici e regole. Perché la moda è un gioco, e noi dobbiamo stare al gioco.