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Mar, Giu

Paris Fashion Week 2019: tra tradizione e innovazione

Paris Fashion Week 2019: tra tradizione e innovazione

Moda

Si è svolta a Parigi la presentazione delle collezioni haute couture primavera estate 2019 delle più importanti maison di moda. Chiara la voglia di osare senza perdere la propria identità

Dal 20 al 24 gennaio si è svolta la Paris Fashion Week, dove trenta case di moda hanno presentato le loro collezioni haute couture primavera/estate 2019. Per tutta la settimana hanno sfilato le più importanti maison che hanno portato con sé creatività e voglia di fondere insieme tradizione e modernità, rinnovandosi senza perdere la loro identità.

L’origine dell’alta moda, tradizionalmente, si fa risalire a Charles Frederick Worth, che nel 1845 partì per la capitale francese dove diede vita alle sue creazioni. Worth fu il primo a decidere di far sfilare in anticipo rispetto alle stagioni e di utilizzare delle indossatrici per presentare i suoi abiti, ed è proprio con lui che la moda è entrata nell’età moderna, trasformandosi in azienda creativa e di spettacolo. Negli anni l’alta moda ha fatto sognare le donne con le creazioni ispirate alle principesse, alle favole, trasportando ognuna di loro in un mondo magico.

Nel 1953 Monsieur Dior diceva che “l’haute couture deve sempre rimanere viva, adattarsi alle esigenze della vita di ogni donna moderna”. Sulle passerelle il passato e il presente, come ha fatto la stilista Iris Van Herpern che, con la sua visione futuristica, in grado di unire alla sartoria elementi realizzati con la stampa 3d, o Vicktor & Rolf che hanno trasformato gli abiti in messaggi e frasi divertenti. Il direttore creativo Pierpaolo Piccioli ha saputo raccogliere l’eredità di Valentino dando vita a creazioni floreali, con piume e colori, a cui si alternano rigore e spensieratezza, fantasia e realtà.

Certo, l’alta moda fa sognare, fantasticare tra paillettes e organza, ma è possibile trarre spunti interessanti per outfit “casalinghi”. Balmain ritorna all’haute couture dopo 16 anni, e propone fiocchi maxi o mini.  Oppure osare con i colori, pastello o più accesi, come fa Bertard Guyon per Schiaparelli, con creazioni molto vivaci ispirandosi ai giardini fioriti. Il plissé, molto utilizzato da Van Herpen e da Maria Grazia Chiur che ha visto la collezione Dior sfilare in un tendone da circo, può essere replicato su gonne a ruota vaporose e ampie.

 Il tulle, da sempre abbinato agli abiti da sposa, viene reinterpretato in modo originale da Viktor & Rolf, che elimina il romanticismo tipico del capo per dare vita a dress ironici, con giochi di colori, patch e scritte meme. Armani ispira le frange, lunghissime e bicolor, un modo elegante per creare movimento anche tra gli abiti più seriosi.