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Armani dice addio alle pellicce

Moda
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La bellezza è un affare anche di anima. Storica scelta quella effettuata da uno degli stilisti più apprezzati - e conosciuti - al mondo

Re Giorgio abbandona le pellicce. La notizia è stata diramata con una nota ufficiale con la quale il noto stilista italiano ha sottolineato il suo impegno ad abolire le pellicce animali da tutti i suoi capi. A partire dalla stagione autunno inverno 2016/2017, pertanto, tutte le collezioni del Gruppo saranno 'fur free'. Una presa di posizione che incide, e non poco, sull’idea di lusso e concepisce la moda in termini di creatività e studio ma nel rispetto di ogni creatura vivente. Dopo otre 25 anni di attività, Armani prende finalmente le distanze da un avido e crudele commercio che vede nella sofferenza più inaudita la sua ragion d’essere.  "Il progresso tecnologico raggiunto in questi anni - ha dichiarato Armani - ci permette di avere a disposizione valide alternative che rendono inutile il ricorso a pratiche crudeli nei confronti degli animali. Proseguendo il processo virtuoso intrapreso da tempo, la mia azienda compie quindi oggi un passo importante a testimonianza della particolare attenzione verso le delicate problematiche relative alla salvaguardia e al rispetto dell'ambiente e del mondo animale". Esultano le associazioni animaliste, la Fur Free Alliance in prima linea con la quale lo stesso stilista ha firmato un accordo. Solidarietà anche da parte di Animal Amnesty che ha cosi commentato la notizia: “Questo può essere davvero l'inizio della fine per il mondo che campa sulla morte degli animali. Ci sarebbe piaciuto che il nostro amico e socio onorario Elio Fiorucci, - prosegue l’associazione- che ha dedicato una vita a convincere i colleghi ad abbandonare le pellicce fosse ancora qui con noi per esultare, ma sappiamo che da lassù potrà gioire insieme a noi al pensiero che l'impero della pelliccia si sta sgretolando e che il suo amico, Giorgio Armani, ha finalmente ascoltato le sue parole in difesa degli animali”.

Il messaggio lanciato dallo stilista è tra i più significativi, da anni icona dell’eleganza, si pone come esempio virtuoso di un settore che fattura miliardi di euro. Solo nel 2015 infatti il dividendo della filiera composta da tessile-abbigliamento-pelle-pelletteria-calzature è stato (e senza comprendere l’indotto) di 62,02 miliardi di euro, in crescita dell’1,4% rispetto al 2014. Per il presidente di Fur Free Alliance, Joh Vinding, la scelta di Giorgio Armani “dimostra chiaramente che gli stilisti e i consumatori possono avere rispettivamente libertà creativa e prodotti di lusso senza per questo ricorrere alla crudeltà nei confronti degli animali”. “Per decenni – prosegue Vinding - Giorgio Armani è stato un trendsetter nel mondo della moda e la sua ultima comunicazione è la prova che la sensibilità e l'innovazione rappresentano il futuro di questo settore”. Sosteniamo appieno questa scelta e ci auguriamo che altri brand del lusso possano adeguarsi, perché la bellezza è un affare anche di anima.

Patricia Franchini