Educare al buon cibo

Salute
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Quasi metà della popolazione infantile è in sovrappeso o soffre addirittura di obesità. Supera questa media il dato relativo al Sud Italia, Puglia in particolare. Fondamentale per prevenire questi ma anche altri problemi legati all'alimentazione, la scelta di uno stile di vita sano, attività fisica e corretta interpretazione della dieta mediterranea. Ne abbiamo parlato con il dottor Domenico Meleleo

Siamo bombardati ogni giorno da messaggi pubblicitari che ci propongono prodotti molto lontani dal concetto di genuinità. Eppure le immagini, in apparenza innocue, che accompagnano gli spot, rievocano luoghi e situazioni che, nell'immaginario collettivo, inducono a pensare ad un modo di vivere equilibrato e salutare. Cerchiamo di approfondire un argomento di ovvia importanza, ma spesso sottovalutato, con il dottor Domenico Meleleo.
Partiamo da un dato che preoccupa non poco.
"Uno studio denominato "OKkio alla salute", condotto sui bambini di terza elementare ogni due anni in tutta Italia, ci consegna numeri pesanti: quattro bambini su dieci in Italia sono obesi o in sovrappeso. La valutazione viene fatta su peso e altezza, ma anche sulla base di alcuni questionari. Al Sud la situazione è più grave, soprattutto in Puglia e Campania. L'italia peraltro risente maggiormente di questo problema rispetto al Nord Europa: un trend Nord Sud, che si conferma, dovuto a fattori essenzialmente culturali".
Parliamo di un fenomeno in aumento?
"Per la verità, dopo la crescita registrata in passato, il dato risulta essere oggi piuttosto stabile. Probabilmente raccogliamo i frutti di un lavoro fatto in questa direzione con programmi mirati a livello scolastico. Bisogna però stare sempre in guardia. E' in aumento in età giovanile, per esempio, il diabete di tipo 2, prima appannaggio solo dell'età adulta; aumentano anche i disturbi da sindrome metabolica".
Come si deve agire per ridurre questi problemi?
"Sicuramente lavorare molto sulla formazione, creare consumatori consapevoli. Viviamo in un tempo in cui c'è molta informazione, ma poca educazione all'alimentazione equilibrata. Occorre la formazione per decodificare le informazioni. Bisogna fornire gli strumenti per scegliere le giuste quantità di cibo e abituare alla qualità. In molti si improvvisano esperti e dispensano suggerimenti e consigli in questo senso. Parlo delle federazioni sportive, come delle scuole e degli enti pubblici che a volte, pur non avendo idea delle linee guida da considerare come base scientifica, si occupano di fare programmi di educazione alla salute".
Qualche indicazione pratica per le mamme alle prese con bimbi che sono facile bersaglio della pubblicità?
"Il commerciale spinge sui media con finta informazione che genera confusione nei ceti più bassi e crea ortoressia, che è l'ossessione del mangiar sano, in quelli medio-alti. Parliamo degli adulti. Figuriamoci tra i più piccoli. E' per questo che l'educazione alimentare è più che mai preziosa. L'origine del problema è un rapporto sbilanciato tra apporto energetico e consumo: si mangia di più rispetto a quello che si brucia, ma ovviamente non è tutto qui perchè da considerare allo stesso modo centrale la qualità del cibo. Dunque indispensabile anche evitare il "cibo spazzatura", che oltre a incrementare troppo velocemente la glicemia può determinare anche effetti e danni epigenetici".
Epigenetici?
"L'epigenetica è una branca della biologia che studia in che maniera si può modulare l'espressione del corredo genetico. Dunque, si nasce con un determinato corredo genetico ereditato dai genitori ma la maniera in cui si possono esprimere i geni nel dare caratteristiche corporee e metaboliche può essere modulata positivamente o negativamente da fattori esterni".
Ciò significa che possiamo fare molto per aiutare il nostro organismo a mantenere un sano equilibrio?
"Certo! Per questo motivo i pediatri rivolgono particolare attenzione all'alimentazione nei "primi 1000 giorni" cioè gravidanza e primi due anni di vita del bambino: si tratta di un momento molto sensibile di modulazione epigenetica. Importante la cura dell'alimentazione della gestante e dei neonati che non devono mangiare troppo e devono essere alimentati con cibo di buona qualità".
Dobbiamo quindi bandire le merendine?
"Sicuramente questi prodotti molto pubblicizzati (merendine, patatine, bibite zuccherate, crackers e tarallini) danno troppe calorie e alterano il metabolismo del bambino predisponendolo all'obesità per tutta la vita. Ma nell'alimentazione, come in ogni ambito, esiste il concetto di eccezione. Il problema si presenta quando, spinti da una eccessiva pressione commerciale, l'eccezione diventa la regola".
Il cioccolato potrebbe mettere d'accordo mamme e bambini?
"Sì, privilegiando però quello fondente e comunque non esagerando con le quantità".
Proviamo dunque a riappacificarci con il cibo, ma quello di qualità, essendo ben consapevoli di quanto possano influire sul benessere, soprattutto dei più piccoli e delle gestanti, alcuni alimenti confezionati. La speranza è che il globesity, del quale l'Organizzazione Mondiale della Sanità parla con un certo allarmismo, possa presto essere arginato. Oggi l'obesità non interessa più solo la fascia della popolazione agiata, ma riguarda anche il terzo mondo.

Altro argomento attuale quello relativo ai disturbi dell'alimentazione...
"La bulimia e l'anoressia devono essere scoperti il prima possibile per avviare al più presto la terapia. Si sviluppano in età adolescenziale, ma i primi segnali si possono individuare anche prima. Fenomeni diffusi maggiormente tra le ragazze, ma in crescita anche tra i coetanei di sesso maschile".
Chi è più esposto al rischio?
"La parte di popolazione rappresentata dagli atleti agonisti in età infantile o preadolescenziale, soprattutto con riferimento alle discipline sportive che richiedono una particolare attenzione al peso. Le cause non sono del tutto note. Sicuramente influiscono le pressioni ambientali unite ad una predisposizione personale. Il  consiglio è sempre quello di uno stile di vita sano, attività sportiva e una corretta interpretazione della dieta mediterranea, che con lasci spazio a distorsioni. Una famiglia di ceto medio-alto che ha paura di contaminarsi, sceglie con cura esasperata il cibo, generando un ambiente ortoressico, nel quale magari si mangia solo bio e vegano; questo eccessiva selezione può portare un figlio predisposto all'anoressia. Determinanti i fattori psicologici e familiari".
Cosa può rappresentare un campanello d'allarme per i genitori?
"La tendenza a parlare troppo spesso, in età preadolescenziale, di peso corporeo e cibo. Sono comportamenti da tenere sottocchio".

Chiudiamo così l'intervista, riservandoci di contattare nuovamente il dottor Domenico Meleleo, per avere chiarimenti su altri temi di stretta attualità. Lo specialista in pediatria e nutrizione sportiva visita, a Taranto, in via delle Ceramiche, presso il centro Clinical Medical Laser. 

Domenico Meleleo - Pediatra e Nutrizionista Sportivo
Pediatra di Famiglia presso ASL BT dal 1997 ad oggi;
Docente di "Nutrizione pediatrica" al master di secondo livello (D.M. 509/1999) in “Nutrizione, nutraceutica e dietetica applicata”della Facoltà di Bioscienze e Biotecnologie dell'Università degli studi di Camerino;
“Attività didattica seminariale” presso il corso di Laurea Magistrale in “Scienze Tecniche delle Attività motorie preventive e adattate” - Università degli Studi di Foggia;
Docente in corsi ECM per professioni sanitarie, in seminari Università di Bari e Foggia, corsi della Scuola regionale dello Sport del CONI Puglia. Componente della Segreteria Scientifica, moderatore e relatore in numerosi convegni medici;
Organizzatore e relatore di convegni scientifici per varie società scientifiche, enti pubblici e per la Scuola Regionale dello Sport del CONI (Comitato Olimpico Nazionale Italiano) - Puglia;
Consulente di numerosi sportivi sia professionisti che dilettanti;
Dal 2009 membro del collegio dei Revisori dei Conti dell'Ordine dei Medici della Provincia di Barletta-Andria-Trani;
Da Settembre 2012 ad Aprile 2016, Coordinatore scientifico per la sede di Bari del corso SANIS: Scuola di Nutrizione ed Integrazione nello Sport;
Dal Dicembre 2012 ad Aprile 2016 : Coordinatore del Comitato Didattico Regionale della Sezione Pugliese della SIO (Società Italiana dell'Obesità);
Da Maggio 2013 responsabile scientifico della "Sezione di nutrizione e supplementazione nello sport in età evolutiva" della SINSeB (Società Italiana Nutrizione Sport e Benessere);
Dal Marzo 2014 Consigliere Nazionale della SINSeB (Società Italiana Nutrizione Sport e Benessere);
Da Aprile 2016 Consigliere della Sezione Pugliese della SIO (Società Italiana dell'Obesità);
Responsabile dei gruppi di studio attività fisica e sport della Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale;
Da Luglio 2016 consulente per la Nutrizione della prima squadra della società calcistica Bari F. C. 1908 (serie B);
Autore di pubblicazioni sia scientifiche che a carattere divulgativo, riguardanti temi di medicina, alimentazione, integrazione e strategie di Wellness.