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Dieta sana e movimento: circolo virtuoso

Dieta sana e movimento: circolo virtuoso

Salute

Connubio perfetto quello tra buona alimentazione, fatta cioè di cibi sani da assumere nelle giuste quantità, e un ritmo di vita dinamico. Intervista al dottor Domenico Meleleo. L'esperto in nutrizione sportiva da lunedì 16 ottobre fornirà il suo supporto medico presso il centro Clinical Medical Laser, a Taranto

Il movimento e la giusta alimentazione garantiscono un circolo virtuoso, regolarizzano sonno e appetito. Ne parliamo con il dottor Domenico Meleleo, esperto in nutrizione sportiva, consulente per la nutrizione della prima squadra della società calcistica Bari F. C. 1908 (serie B) nel 2016, ma anche di numerosi sportivi sia professionisti che dilettanti. Il dottor Meleleo è, tra le altre cose, Consigliere Nazionale della SINSeB, Società Italiana Nutrizione Sport e Benessere.

"Bisogna senza dubbio distinguere tra attività fisica, attività fisica organizzata e sport. La prima è importante per la prevenzione e per la terapia di patologie sia di tipo fisico che psicologico cioè, un sostanza, per assicurarsi il benessere psicofisico. L'attività fisica organizzata ha una certa ripetitività, consiste in un piano programmato di movimenti semplici. Altra cosa è ovviamente lo sport che ha fine agonistico e regole ben precise".
Chiaro che ad ogni tipo di lavoro fisico corrisponde una certa alimentazione. E' così?
"Ci sono regole comuni, come quella di scegliere cibi sani e di stagione, e quindi evitare il cibo spazzatura. Detto questo, è necessario personalizzare l'attività fisica e di conseguenza l'alimentazione, non prescindendo dall'età. Nel bambino, per esempio, bisogna considerare, oltre al consumo energetico, la fase di crescita. I piccoli, già in tenera età, per l'Organizzazione Mondiale della Sanità, dovrebbero praticare un'ora al giorno di attività fisica. Ma oltre all'età va considerata anche l'intensità dell'allenamento, l'orario e perfino la fase dell'anno.  Buona idratazione e assunzione di tutti i nutrienti sono passaggi obbligati. Non bisogna iniziare l'attività fisica né a stomaco troppo pieno, né a digiuno perché si rischia un calo di zuccheri. Poi, a fine allenamento, è indispensabile il recupero dei liquidi e uno spuntino.
Se spostiamo la nostra attenzione sull'attività sportiva, parliamo anche di ottimizzazione delle performance con fine agonistico. Le indicazioni generali sono: arrivare all'allenamento con una sufficiente scorta di glicogeno nei muscoli, garantire all'organismo idratazione prima, durante e dopo; nelle gare molto lunghe, tipo endurance, è fondamentale l'assunzione di piccole quantità di zuccheri. Molto importante il pasto post-allenamento con il quale devono essere reintrodotti sia i carboidrati che le proteine, per ristabilire le scorte di zuccheri e innescare i processi di recupero a livello muscolare. A fine giornata quindi è necessario recuperare, preferire verdure, legumi, carboidrati a basso indice glicemico, come cereali integrali".
Note le diete iperproteiche di alcuni sportivi. Cosa dire a questo proposito?
"Che gli eccessi non sono mai positivi. E'un falso mito quello secondo cui chi fa sport deve mangiare molte proteine. Non c'è bisogno, per esempio, di integrare sempre e comunque l'alimentazione con beveroni. Certo può essere utile in alcune circostanze, ma se le proteine (carne, pesce, uova e legumi) sono presenti nei pasti e più volte al giorno non serve altro. Si badi bene: l'organismo, oltre un certo limite, non le assorbe più.  Altra indicazione: evitare i digiuni lunghi dopo lo sport".
La dieta dissociata a chi può servire?
"Non sono un grande sostenitore di questa dieta. Può avere un senso per i sedentari ma non è comunque il massimo. Se dovessi dirle a chi e in quali casi può essere consigliata, sicuramente ai nuotatori che devono entrare in vasca nel primo pomeriggio o i calciatori che si allenano in quella fascia oraria. In questi casi un pranzo fatto solo di un primo piatto può dare la giusta energia, senza appesantire. Questo però a patto che a cena vi siano sia carboidrati che proteine".
Parliamo delle patologie che richiedono un'attenzione in più negli sportivi.
"Senza dubbio il diabete di tipo 1. Chi fa sport puo avere crisi di ipoglicemia, al termine o anche dopo alcune ore, ma anche iperglicemia e per questo è opportuno che il nutrizionista e il diabetologo lavorino a stretto contatto. Deve essere gestita la glicemia e dunque gli spuntini. Poi l'obesità e il diabete di tipo 2. Da tenere sotto controllo l'indice glicemico e quindi non bisogna esagerare con i carboidrati. In questi casi si valuta anche l'uso degli integratori".
Argomento quest'ultimo altrettanto interessante ma che, per la sua vastità, ci ripromettiamo di trattare in un'altra intervista all'esperto in nutrizione sportiva.
Nella foto il Dottore Domenico Meleleo è con la campionessa del mondo di canottaggio Paola Piazzolla e il suo allenatore, Cosimo Damiano Cascella. La giovane atleta originaria di Barletta, orgoglio pugliese, viene seguita dal medico da noi intervistato sin da quando era bambina. Comprendiamo facilmente quanto sia prezioso e determinante che tra gli atleti di alto livello, il nutrizionista e l'allenatore si crei un rapporto di stretta collaborazione, una vera e propria alleanza. Prima di chiudere la nostra intervista il dottor Meleleo ci tiene a mettere in guardia dalle "improvvisazioni". Le indicazioni per un'alimentazione adeguata all'attività esercitata devono esser date da nutrizionisti qualificati in base a parametri scientifici da rispettare assolutamente. Via le mode e il passaparola. In questo ambito affidarsi a chi non ha le carte in regola può essere pericoloso per gli atleti, che si espongono così a danni a lungo termine.

Intervista su obesità infantile: http://www.cosmopolismedia.it/altre-categorie/salute/2860-educare-al-buon-cibo.html