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Lun, Ott

Una speranza per l'Hiv

Una speranza per l'Hiv

Salute

Arrivano dal Regno Unito gli incoraggianti risultati di un team di ricercatori delle migliori università di sua maestà che, combinando antiretrovirali con un particolare vaccino, sarebbero riusciti ad eliminare dal corpo di un 44enne il virus dell’Hiv. L’attendibilità dei risultati potrà essere verificata solo nei prossimi 5 anni, ma gli scienziati si dicono ottimisti

Sono circa 37 milioni i malati che convivono con l’Hiv in tutto il mondo e circa 35 milioni di persone sono morte, ad oggi, a causa del virus. Una nuova scoperta è arrivata, però, da un team di ricerca composto da cinque delle migliori università britanniche: Oxford, Cambridge, Imperial College, University College London e King's College con il supporto dell’NHS (National Health Service). Pare, infatti, che un paziente 44enne, membro del gruppo di 50 individui su cui era stata sperimentata la terapia, non presenti più alcun sintomo dell’infezione. Gli attuali farmaci antivirali sono molto efficaci nel fermare la riproduzione del virus, ma, fino ad ora, non lo erano stati abbastanza da eradicarlo completamente. La terapia portata avanti dal team di scienziati ha previsto l’uso delle terapie antiretrovirali tradizionali assieme ad un farmaco che avrebbe riattivato il virus Hiv nel sangue. A questo punto è stato, quindi, introdotto un vaccino che ha fatto sì che il sistema immunitario elimini del tutto le cellule infette.

Ci vorranno almeno 5 anni, però, perché la terapia possa dirsi risolutiva. Sono diversi, infatti, i casi in cui il virus è riemerso dopo alcuni anni dall’interruzione della cura. Uno di questi è quello di “Mississipi baby”, una bambina nata sieropositiva e curata fin dai primi anni di vita che, nel 2013, aveva mostrato segni di una definitiva scomparsa del virus che, però, è tornato ad attivarsi due anni dopo aver interrotto il trattamento. Lo scorso anno i medici del Necker, a Parigi, avevano reso noto il caso di una diciottenne nata sieropositiva e curata con la terapia antiretrovirale. Il virus nel sangue non è, effettivamente più rilevabile da 12 anni, ma è rimasto il ceppo il cui Dna è oramai integrato con quello delle cellule. Questo ceppo è quello che si risveglia al momento dell’interruzione della terapia.

Ora, però, questa nuova speranza è giunta dal Regno Unito. Mark Samuels, direttore del National Institute for Health Research Office for Clinical Research Infrastructure ha dichiarato al Sunday Times: “Questo è uno dei primi tentativi seri di una cura totale per l’Hiv. Stiamo esplorando la reale possibilità di cura. Questa è una sfida enorme ed è ancora presto per cantare vittoria, ma i progressi sono degni di nota."

di Antonio Caso