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Crosby, Sinatra e classici natalizi per il concerto di Paolo Fresu

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Natale a suon di jazz con Paolo Fresu lunedì 18 dicembre al Teatro Orfeo di Taranto nell'ambito della XXVI stagione di Eventi musicali organizzata dall'Orchestra Ico Magna Grecia. Musiche di Crosby, Sinatra e classici natalizi per il concerto "Jazzy Christmas"

Natale a suon di jazz con Paolo Fresu lunedì 18 dicembre al Teatro Orfeo di Taranto nell'ambito della XXVI stagione di Eventi musicali organizzata dall'Orchestra Ico Magna Grecia. Musiche di Crosby, Sinatra e classici natalizi per il concerto "Jazzy Christmas" che avrà inizio alle ore 21.

Il Paolo Fresu Quintet condurrà il pubblico in eleganti atmosfere grazie anche al bandoneonista Daniele di Bonaventura. Magia di musica e strumenti con tromba, flicorno e multieffetti (Paolo Fresu), sax tenore e soprano (Tino Tracanna), pianoforte (Roberto Cipelli), contrabbasso (Attilio Zanchi) e batteria (Ettore Fioravanti).

Paolo Fresu è l'uomo del jazz e dei grandi numeri: la sua attività discografica vanta oltre 400 dischi (più di 90 a suo nome e come co-leader) e quella concertistica oltre 3000 concerti. Vive tra Bologna, Parigi e la Sardegna. Ha suonato in ogni continente con i nomi più importanti della musica afroamericana degli ultimi 30 anni. Un successo che nasce da lontano, come in una favola. A soli 11 anni inizia lo studio dello strumento nella Banda Musicale del suo paese natale, fino ad arrivare all'incontro con il jazz nel 1980. Miglior musicista italiano, miglior gruppo, miglior disco, miglior musicista europeo, miglior musicista di jazz europeo e miglior musicista internazionale, sono alcuni dei riconoscimenti della sua carriera musicale che conta anche cittadinanze onorarie e una Laurea Honoris Causa.

Dalla metà degli anni Ottanta è sempre stato presente ai vertici delle classifiche della rivista Musica jazz e successivamente di JazzIt. Ha composto musica per il teatro, per la poesia e la letteratura, per la danza, il balletto e il cinema. Nel suo ultimo libro "La musica siamo noi", il grande trombettista sardo parla del rapporto quasi ancestrale con il suo lavoro e sostiene che "la musica, come l'arte, siamo sempre noi. Siamo tutti personalità musicali e creative. Ognuno a modo suo e ognuno con la propria poesia e la propria storia".