12
Lun, Nov

Le città invisibili

Le città invisibili

Spettacoli

L'opera di Italo Calvino riproposta dall'attore tarantino, Giovanni Guarino. Appuntamento per domenica 7 ottobre nel convento di San Michele

Serata Calvino. Per il progetto “Heroes”, domenica 7 ottobre, alle ore 21 nel chiostro del Convento di San Michele, in via Duomo 276 a Taranto, il Crest mette in scena due narrazioni di e con Giovanni Guarino, “Città sospese”, liberamente ispirata a “Le città invisibili” di Italo Calvino, e “Skiuma, la sposa sirena”, tratta dalla raccolta “Fiabe italiane” di Italo Calvino, in collaborazione con l’Istituto Superiore di Studi Musicali “Giovanni Paisiello”. Durata 60 minuti. Ingresso 5 euro. Info: 099.4725780 - 366.3473430. Pubblicato per Einaudi nel 1972, l’opera “Le città invisibili” di Calvino è un diario di viaggio alla ricerca di più identità, reali oppure virtuali, desiderate oppure temute. Clarice, Aglaura, Moriana, Zemrude, Tecla… cinque città invisibili, cinque storie che sembra condividano l’anima e il corpo della vecchia isola di Taranto, richiamando nelle forme dei suoi palazzi, negli odori delle sue case, nei miraggi delle sue strade quel sentimento di muta fascinazione, di esplorazione sospesa che percorre le pagine di Calvino. Città sospese, puzzle incompleti, in cui l’ammirazione per quello che c’è si scontra con la forte percezione di ciò che manca, di ciò che sarebbe potuto essere e non è. La vecchia isola e il sogno di vederla, goderla nella sua interezza fatta di palazzi e di storia, di arte e di persone, nell’armonia di un equilibrio ritrovato.
La numero 132 dei duecento cunti popolari dell’antologia "Fiabe italiane" curata da Italo Calvino per la collana “I millenni” di Einaudi nel 1956, “La sposa sirena” prende le mosse dai personaggi del racconto “La Monacella - La storia di Skiuma”, fiaba popolare di area tarantina della seconda metà del ‘700. Attraverso la magia del cunto, il racconto testimonia il desiderio di accostarsi all’elemento naturale su cui si adagia Taranto: il mare, per scandagliare un immaginario così saldamente e profondamente radicato alle radici popolari. Il mare come ispiratore di sogni e progetti, luogo di lavoro e di piacere, di fatica e di ozio, ma per l’infelice coppia di innamorati del racconto prescelto, il mare è anche luogo di tristezza, dolore, nonché rifugio nel meraviglioso e casa del fantastico. Protagonisti della serata, ultimo evento dell'edizione 2018 di "Heroes", anche i giovani musicisti dell’Istituto Musicale “Paisiello”, che accompagneranno la voce narrante di Giovanni Guarino, interpretando (Pietro Fornaro oboe, Emanuele Pastore fagotto e Mauro Piarulli clarinetto, diretti dal maestro Giuseppe Gallo) brani musicali composti appositamente per l’evento da Stefano Modeo e Alessandro D'Oronzo. Un’altra delle felici collaborazioni germogliate nell’ambito del progetto “Heroes”.