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Mar, Feb

Bonifica cimitero San Brunone, dopo il Tar anche il Consiglio di Stato dà torto alla Corbelli

Bonifica cimitero San Brunone, dopo il Tar anche il Consiglio di Stato dà torto alla Corbelli

Ambiente

Con due sentenze, pubblicate questa mattina, la magistratura amministrativa assegna l'appalto alla società Cisa di Massafra. Se le bonifiche sono prioritarie per questo territorio, perchè perdere tutto questo tempo prima di conferire i lavori? CosmoPolis si candida ad ospitare un confronto, su questo e altri temi, con il Commissario

Dopo il Tar, anche il Consiglio di Stato dà torto al commissario Corbelli. Con due ordinanze pubblicate questa mattina, infatti, la Quinta Sezione della magistratura amministrativa ha respinto gli appelli cautelari proposti dalle ditte arrivate prima e seconda. Già la sentenza del Tar di Lecce, lo scorso mese di ottobre, aveva ribaltato l’esito della gara indetta dal Commissario Straordinario per la riqualificazione di Taranto ed aveva stabilito che i lavori dovevano essere eseguiti dalla terza classificata, la Cisa di Massafra. Accogliendo le tesi difensive dell’avvocato Luigi Quinto, i giudici hanno rilevato come la partecipazione delle ditte classificatesi al primo e al secondo posto in graduatoria fosse viziata a causa di un collegamento sostanziale tra le imprese, derivante dal fatto che la titolare della prima fosse la madre dei titolari della seconda. Tale circostanza, unitamente ad una serie di altri elementi valorizzati nel corso del giudizio, hanno portato l'organo giudiziario a ritenere che vi fosse «concreta evidenza della prova del collegamento sostanziale», tale da escludere la loro legittima partecipazione. Al provvedimento del Consiglio di Stato ha fatto seguito anche la doverosa segnalazione all'Autorita Nazionale Anticorruzione (ANAC) ai fini della irrogazione delle sanzioni previste dall’ordinamento. Come già riportato in un articolo pubblicato su CosmoPolis nelle scorse settimane, si tratta di un appalto di oltre 6 milioni di euro, finalizzato alla bonifica delle aree non pavimentate del cimitero San Brunone di Taranto attraverso la rimozione del terreno contaminato ed il successivo rinterro con materiale proveniente da cave. L’ultimazione dei lavori è prevista in un anno e mezzo e richiederà l’impiego di 20 unità lavorative. Se solo non si frapponessero incomprensibili resistenze, anche dinanzi ai pronunciamenti della magistratira, le attività in questione sarebbero già iniziate. Vero, commissario Corbelli?