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Ven, Feb

Ai Cinque Stelle adesso piacciono gli inceneritori

Ambiente

Che paraculi, ragazzi. Anch'io da grande vorrei essere come loro. Dopo l’Ilva che andava chiusa per costruirvi un parco giochi, dopo il Tap da abiurare una volta arrivati a governo, dopo il mai con Il Pd, partito di corrotti e collusi, mancavano all’appello i termovalorizzatori. Plauso al sottosegretario, Mario Turco. Dice cose sensate, non sempre in maniera ortodossa, ma comunque le dice. I suoi - e nostri - parlamentari di riferimento, invece, hanno fatto voto di afonia perpetua

Cadono uno ad uno i (finti) tabù a Cinque Stelle. Dopo l’Ilva che andava chiusa per costruirvi un parco giochi, dopo il Tap da abiurare una volta arrivati a governo, dopo il mai con Il Pd, partito di corrotti e collusi, mancavano all’appello inceneritori e termovalorizzatori (che poi, a voler dare retta all’Accademia della Crusca, significano la stessa cosa). Pensa in un modo e fai il contrario, diceva un mio vecchio professore di liceo. Il mantra ideologico dei grillini identico a se stesso, quindi d’incerta natura, finisce con il somigliare ad una cristalleria delle buone intenzioni. Al voglio ma non posso, perché nell’italica incongruenza il “tengo famiglia” è un’assioma prima che una predisposizione dell’anima. Per chiudere il ciclo dei rifiuti, soprattutto nelle regioni del Mezzogiorno, bisogna costruire nuovi termovalorizzatori, porre fine al turismo dei nostri scarti verso le nazione del nord Europa. A dichiaralo è Mario Turco, tarantino, sottosegretario alla Presidenza del Consiglio. A Copenaghen sopra gli inceneritori, al centro della città, hanno persino realizzato una pista da sci. Ma va! E’ proprio il caso di dire: meglio tardi che mai. La propaganda va bene in campagna elettorale, il governo è un’altra cosa. Dire – e fare – cose turche va bene sino a quando non varchi la soglia delle istituzioni. E, poi, come recita una massima mai andata in pensione: soltanto gli stolti non cambiano idea. Così Turco fa cadere uno degli ultimi bastioni dell’ipocrisia pentastellata. Dire no a tutto è deterioramento dell’intelletto senza alcuna salvezza per la coscienza. Un ircocervo, insomma, dalle idee imbalsamate. Il sottosegretario qualcosa di tanto in tanto la dice, a differenza dei suoi parlamentari di riferimento muti per voto di afonia. La dice male ma la dice. Strano che non se ne siano accorti quelli della Casaleggio Associati...