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Mar, Feb

Bonifiche a Taranto, la Regione chiede lumi al commissario Corbelli

Bonifiche a Taranto, la Regione chiede lumi al commissario Corbelli

Ambiente

Nel 2018 risultava, per la realizzazione degli interventi di dragaggio e bonifica dei sedimenti nel polo settoriale jonico, a fronte di un importo pari ad € 17.167.413,00, uno stato di avanzamento della spesa pari allo 0% dell’importo complessivo stanziato. Perchè? Il commissario Vera, straordinario come legge recita e prassi impone, potrebbe fornirci qualche spiegazione a tal proposito? Un certo ambientalismo, molto approssimativo e poco informato sui fatti, la smetta di raccontare cialtronerie. L'area sottoposta a sequestro, nella zona costiera Marechiario-San Vito, non c'entra un fico secco con l'istituendo Parco Naturale Regionale "Mar Piccolo"

Non si placano le polemiche dopo il sequestro operato nei giorni scorsi, da parte di Polizia e Guardia costiera, di un'area di circa 70.000 metri quadri, sottoposta a tutela paesaggistica, nella zona costiera di Marechiaro-San Vito, a Taranto. In tale sede gli investigatori hanno constatato “che nella zona che affaccia sul mare, erosa dopo una violenta mareggiata, era stratificata nel terreno una notevole quantità di rifiuti di ogni genere (laterizi, pneumatici, plastica, materiali ferrosi), comprese lamiere di eternit”. La Regione Puglia, attraverso il dipartimento delle Politiche ambientali, ha diramato in serata una nota nella quale si richiede l'acquisizione urgente d'informazioni sui risvolti legati all'intera vicenda. E, nello specifico, l'accesso ad atti e documenti redatti dal commissario straordinario per le bonifiche nel capoluogo jonico, Vera Corbelli. Nell'area denominata “Sistema delle acque marine - Mar Grande” risulterebbero eseguite indagini, analisi e valutazioni. Nello specifico: approfondimento della conoscenza dello stato dei fondali del Mar Grande in relazione alle caratteristiche geologiche, biologiche ed ambientali; investigazione delle maggiori criticità ecologiche del corpo idrico; ricostruzione di dettaglio della stratigrafia sismica superficiali dell’area e classificazione di alcune “facies sismiche”; definizione delle comunità fito e zoobentonitiche (habitat mapping); mappatura degli scarichi civili ed industriali gravanti sul corpo idrico superficiale oggetto di studio”. Il Dipartimento retto dall'Ingegnere Barbara Valenzano, nell'agosto del 2018, rammentava proprio alla Corbelli che, per l’intervento denominato “Attuazione interventi programmatici previsti nel protocollo di intesa SIN di Taranto - e per la realizzazione degli interventi di dragaggio e bonifica dei sedimenti nel polo settoriale di Taranto” - risultava, in tale data, a fronte di un importo pari ad € 17.167.413,00 uno stato di avanzamento della spesa pari allo 0% dell’importo complessivo stanziato. Complimenti! Adesso, a distanza di due anni, si torna sull'argomento. L'occasione è offerta proprio dal sequestro preventivo operato sull'intera area nei giorni scorsi. La Regione Puglia, nel ribadire l’urgenza di porre in essere le azioni di dragaggio e di bonifica in questione, chiede al Commissario straordinario di "trasmettere una puntuale descrizione degli interventi ad oggi eseguiti nell’area del Mar Grande, che per l’appunto ricade all’interno del SIN di Taranto, unitamente agli esiti degli studi e delle attività di mappatura con correlata indicazione delle risorse finanziarie impiegate: ovvero delle specifiche spese sostenute, atteso che tali informazioni non sono desumibili dai documenti agli atti, né scaricabili dal sito istituzionale http://www.commissariobonificataranto.it/". Corre l’obbligo, si legge nella nota tecnica, "sottoporre il 'Programma di misure, a medio e lungo termine, per la bonifica, ambientalizzazione e riqualificazione dell'intera area di Taranto', alla procedura di Valutazione Ambientale Strategica (VAS), comprensiva di Valutazione d’Incidenza ambientale, in mancanza della quale potrebbe determinarsi un vulnus nella esecuzione delle operazioni di bonifica del SIN di Taranto". Peraltro, una eventuale disapplicazione della norma potrebbe rappresentare un presupposto per l’apertura di una procedura di infrazione comunitaria a carico dello Stato italiano. Con il procedimento amministrativo volto alla istituzione del Parco Naturale Regionale “Mar Piccolo”, che con l'area interdetta a fronte del sequesto predisposto dall'autorità giudiziaria non ha nulla a che fare, non rientrando per l'appunto nella perimetrazione dello stesso, diviene quanto mai necessario capire l'operato del commissario per le bonifiche. Alla Corbelli, per amore della sintesi, il direttore Valenzano chiede "di provvedere con l’urgenza del caso alla definizione di un Piano indicante le modalità di rimozione dei rifiuti e di caratterizzazione delle aree oggetto del sequestro, da sottoporre alle competenti Amministrazioni, ferme restando le prerogative proprie dell’Autorità Giudiziaria, attesa la  disponibilità di risorse finanziarie nella contabilità commissariale il cui beneficiario è la Regione Puglia".