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Mar, Apr

Cia Puglia: "Gelate colpo di grazia per l'agricoltura della regione"

Cia Puglia: "Gelate colpo di grazia per l'agricoltura della regione"

Ambiente

Il presidente della sezione regionale della Confederazione Italiana Agricoltori lancia un grido d'allarme per un settore che, già colpito in maniera trasversale dal Coronavirus, deve fare i conti adesso con un clima rigido e con delle nevicate non previste

 «È un'emergenza nell'emergenza: le gelate delle ultime ore e le nevicate primaverili sono il colpo di grazia per l'agricoltura pugliese. Gli effetti dei cambiamenti climatici si materializzano davanti ai nostri occhi. Non c'è pace per i produttori sull'altalena delle calamità, già alle prese con le ripercussioni dell'emergenza Coronavirus. Inizia per noi l'ennesima conta dei danni provocati da un repentino calo delle temperature che non lascia scampo alle nostre colture».

Ad affermarlo, dopo le precipitazioni nevose fuori stagione delle ultime ore e le temperature in picchiata, è il presidente di CIA Puglia Raffaele Carrabba; per il momento la perturbazione ha risparmiato solo il Salento.

Nella zona occidentale di Taranto gli agrumi erano in piena fioritura ed eventuali danni si potranno quantificare solo tra qualche giorno. Lo stesso dicasi per i vigneti, in particolare quelli sotto copertura, che sono nella fase di ripresa vegetativa. Tanta paura per le mandorle in fioritura o da poco terminata, a seconda delle varietà. Per fortuna, il vento, seppur problematico, attenua il rischio di eventuali gelate notturne. Carciofi e ortaggi, nel Brindisino, in molti casi, sono rimasti nei campi: le aziende del Nord non ritirano più la merce. Si riscontrano problemi nella commercializzazione anche nei mercati ortofrutticoli di Fasano e Francavilla.

«La bizzarria del tempo è dimostrata nei fatti: non piove ormai da mesi, i giorni scorsi sono stati caldi ed ora siamo ripiombati nell'inverno. Tutto ciò dimostra, qualora ve ne fosse ancora bisogno, che non c'è più tempo da perdere e occorre garantire con polizze adeguate le colture da tutti i vari rischi a partire dal primo gennaio fino al 31 dicembre, visto e considerato che l'agricoltura è una fabbrica a cielo aperto, come ormai ripetiamo inascoltati da diversi anni – conclude il presidente Carrabba – Il settore non si sta risparmiando in questa emergenza Coronavirus, ma servono risorse consistenti per fare ripartire più forte di prima la nostra agricoltura».