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Dom, Lug

Clarisa Francisco: "Orgogliosi di Kratos, pensiamo al futuro di Taranto"

Clarisa Francisco: "Orgogliosi di Kratos, pensiamo al futuro di Taranto"

Ambiente

Intervista esclusiva alla titolare della cooperativa che solo qualche settimana fa ha vinto il premio nazionale "Industria Felix"

Quando una realtà tarantina viene riconosciuta a livello nazionale, allora è tutta la città che vince. La cooperativa Kratos, insieme ad altre sei imprese del territorio, è stata infatti insignita del premio "Industria Felix", una giusta e meritata ricompensa per aver sempre chiuso i bilanci in positivo, pagato i contributi e le retribuzioni ai dipendenti, ma soprattutto per aver condotto una politica economica genuina. La nostra redazione allora ha voluto intervistare Clarisa Francisco, titolare dell'azienda ed esempio cristallino di quanto l'integrazione possa far bene al terzo settore, anche in una città come Taranto. 

Da quanto tempo opera Kratos e come agisce sul territorio ionico?

Siamo nati nel 2015, originariamente come servizi cimiteriali. Col tempo poi abbiamo acquisito la pulizia dei mercati e delle spiagge, abbiamo in gestione la pulizia delle case di cura Bernardini e Villa Verde, portiamo avanti la raccolta vetro per conto di Amiu. In seguito ci siamo orientati sul sociale, diventando una cooperativa sociale di tipo B: nel nostro organico infatti sono presenti soggetti con difficoltà. Io sono straniera, ma sono qui dal 1997 e posso dire di sentirmi a tutti gli effetti tarantina.  

Il nome è di chiara origine greca, vi siete ispirati alla tradizione spartana di Taranto?

Quando è nato il progetto abbiamo scelto questo nome perché niente esprime più bellezza e forza di un guerriero coraggioso che si rialza. Kratos non è solo forza ma anche rinascita, quella che vogliamo e che cerchiamo di portare avanti per questa città.

 Tre mesi fa lo shock del Coronaviurs: cos’è cambiato per voi?

Per noi, trattandosi di servizi essenziali, non c’è stato stop. I nostri ragazzi scendevano ogni mattina, abbiamo dotato tutti i collaboratori di DPI ed eravamo ogni giorno sul posto di lavoro. Reperire mascherine è stata un’odissea, ma la sicurezza del personale va tutelata e posta in primo piano. Abbiamo anche lavorato all’interno della Villa Verde nonostante tutto quello che è successo, e continuato a pagare gli stipendi per aiutare i nostri dipendenti. Chiaramente far quadrare conti non è facile, è un lavoraccio.

Poche settimane fa è arrivato il premio Industria Felix, cosa significa per un’azienda come la vostra?

Significa sicuramente tanto. Ci hanno contattati a febbraio, hanno visionato il nostro bilancio, i parametri di affidabilità e la politica economica sana della nostra azienda, hanno capito che Kratos dimostrava solidità e solvibilità. La cosa è stata una grande sorpresa, anche perché per la prima volta non siamo stati noi a metterci in luce, ma c’è stato qualcuno che ha visto e apprezzato il nostro lavoro. Ci doveva essere una bella premiazione a Bari, ma per ovvie ragioni si è deciso di fare tutto in via telematica: l’emozione però è rimasta la stessa, eravamo una piccola realtà che sedeva fianco a fianco con industrie dai bilanci enormi, questo ci ha riempito di orgoglio.

 

Siete una delle sette imprese della provincia ad aver ricevuto questo ambito premio. Anche se le sfere di interesse sono opposte sarà possibile, con queste aziende, costruire una “rete virtuosa” tutta ionica?

Siete una delle sette imprese della provincia ad aver ricevuto questo ambito premio. Anche se le sfere di interesse sono opposte sarà possibile, con queste aziende, costruire una “rete virtuosa” tutta ionica?

Io penso che, indipendentemente dall’interesse  della propria azienda, bisognerebbe abbattere i muri divisori che ci dividono e coordinarci per il bene comune di Taranto. Sarebbe molto bello che gli appalti locali rimanessero qui in città, in quel caso gli sforzi dell’amministrazione sarebbero ampiamente ricompensati. Essere virtuosi, pagare contributi e tasse dovrebbe essere nell’indole del cittadino, se la tua politica è questa allora non scendi a compromessi e non ti spingi mai oltre. Il messaggio che lascio alle altre società è sicuramente di speranza, di collaborazione per l’avvenire di Taranto. Penso ai Giochi del Mediterraneo, che saranno sicuramente una vetrina importante per la città: le strutture non dovranno funzionare solo durante la manifestazione, bensì anche dopo. Qui a Taranto non c’è molta cultura dello sport anche perché mancano proprio i luoghi.  Se da qui a cinque anni la nostra città dei Due Mari si ripopolerà e accoglierà più gente, dovranno essere create tutte quelle strutture che ora non abbiamo, bisogna avere solo la lungimiranza che adesso non è ancora molto sviluppata. Se noi iniziamo a progettare tutti insieme, attraverso le relazioni benefiche tra le diverse realtà e aziende, la rete che si verrà a creare saprà dare sicuramente una grande impronta al futuro nostro, e dei nostri figli e nipoti.