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Lun, Set

Cia Due Mari, Diga San Giuliano: “Impianti vecchi e disparità con la Puglia”

Cia Due Mari, Diga San Giuliano: “Impianti vecchi e disparità con la Puglia”

Ambiente

L’associazione ritorna sulla questione dell’erogazione dell’acqua a favore della regione. “La Basilicata attinge acqua per circa 10 mesi la Puglia per circa 5 mesi e nei cinque mesi di prelievo subisce continuo ostruzionismo”

Un impianto vetusto e modalità di suddivisione di acqua tra Puglia e Basilicata piuttosto opinabili. Questo quanto emerso all’indomani dell’inchiesta svolta dal TGNorba24 a proposito della diga di San Giuliano.

“Allo snodo di San Marco di Bernalda giunge l'acqua dalla diga e viene smistata a destra verso la Basilicata e a sinistra verso la Puglia. – spiega Cia Due Mari - All'ingresso dei canali vi sono due paratoie, quella della Puglia ha un argano bloccabile con lucchetto le cui chiavi sono in possesso esclusivo del consorzio della Basilicata, l'altra paratoia della Basilicata è libera senza alcun lucchetto”.

Inoltre “la paratoia della Basilicata presenta due grossi fori che vengono chiusi per l'occorrenza utilizzando strumenti di "altissima tecnologia" ovvero lamiere di vecchi ripiani di scaffalature metalliche da ufficio che vengono alzati o abbassati con corde di naylon. – denuncia l’associazione.

Da qui dunque la segnalazione circa lo stato di “abbandono senza alcun controllo alla mercé di chiunque con le paratoie/scaffali che possono essere alzate e abbassate da chicchessia”.

“In quel punto avviene la misurazione dell'acqua e dopo le rimostranze della CIA Due Mari evidenziate sulla stampa con foto in cui si vedeva la disparità di trattamento nell'erogazione dell'acqua tra Matera e Taranto stranamente – aggiunge - sono scomparsi i misuratori presenti fino a qualche giorno fa (siamo in possesso delle foto e dei video) o forse sono stati chiusi in una cassetta inaccessibile”.

“La diga di San Giuliano e in comproprietà con la Puglia al 50% - aggiunge CIA Due Mari - e l'accesso ai dati non può essere precluso o vietato agli addetti del consorzio Stornara e Tara. La diga, che consente l'accumulo di 107.000 milioni di metri cubi di acqua è un opera realizzata nel 1958 dal governo Alcide De Gasperi con risorse pubbliche e destinata ad irrigare 20.000 ettari di cui circa il 50% di quelli in Basilicata e il 50% dei terreni in Puglia. La gestione della diga è a totale trazione lucana e i dati relativi alla fornitura dell'acqua sono purtroppo sconosciuti all'altro comproprietario ovvero il consorzio di bonifica Stornara e Tara di Taranto”.

Mentre la “Basilicata attinge acqua per circa 10 mesi la Puglia preleva acqua per circa 5 mesi e nei cinque mesi di prelievo subisce il continuo ostruzionismo da parte della Basilicata sulle portate e sui quantitativi erogati”.

“I prelievi di acqua dalla diga di San Giuliano e Monte Cotugno vanno regolamentati una volta per tutte . conclude CIA Due Mari- e non possono essere affidati al capriccio o alla volontà di qualche funzionario che decide se aumentare o diminuire i quantitativi di acqua a suo totale piacimento”.