BREAKING NEWS
Venerdì, 18 Agosto 2017
 "VICOLI CORTI - CINEMA DI PERIFERIA". A  Massafra, domenica 20 agosto, serata conclusiva con la proiezione del film "La ragazza del mondo".

"Mi spiace Michele, non ti credo più"

Ambiente
Typography

E' una lettera sofferta quella inviata da una 'semplice mamma tarantina' al presidente della Regione, Emiliano. La missiva non lesina critiche e punta il dito verso il governatore reo di proseguire sulla strada dei suoi predecessori nei rapporti con il siderurgico: "Da sindaco di Bari, hai trasformato la tua città. Troppo semplice, quel compitino, rispetto alle nostre criticità"

“Sai, governatore, io nei tuoi occhi avevo letto una fede politica incrollabile e anche la tenacia di voler cambiare, in meglio, quel partito che a Taranto ha solo seminato decreti e morte per decreto. Ci avevo creduto ed ero stata presa in giro dagli amici che mi dicevano che tu eri peggio dell'altro, del tuo predecessore. Io ti giustificavo dicendo: "Vedrete che lui lavorerà per liberarci da questi veleni". Avevo torto, purtroppo: i miei amici avevano visto più lontano”. Si definisce una ‘semplice mamma tarantina’, l’attivista di ‘Genitori tarantini’ che ha deciso di inviare una missiva al presidente della Regione, Michele Emiliano e di denunciare ancora una volta l’annosa questione ambientale legata alla presenza dello stabilimento siderurgico.

“Da sindaco di Bari, hai trasformato la tua città. Troppo semplice, quel compitino, rispetto alle criticità tarantine. – prosegue - Alla luce di tutto quello che è venuto in seguito, la tua presenza, meno di un anno fa, al funerale di un operaio, vittima numero 500 all'interno dell'Ilva, mi sembra oggi solo un atto di rappresentanza e le parole che volesti regalare ai genitori affranti adesso suonano vuote e prive di qualsiasi significato”.

“La fede politica può spingerti fino ad accettare passivamente il sacrificio della vita dei tuoi conterranei, - chiede - al pari degli ovini soppressi solo perché pascolavano nei campi intorno alla zona industriale? Può la fede politica farti illudere di poter cambiare un partito dal proprio interno invece di sfidare il malaffare sostenendo che a talune condizioni tu non ci stai più? Può, sempre la stessa fede, trascinarti fino a Taranto per appoggiare la candidatura a sindaco di una persona che, con ogni probabilità, non risponderà alla richiesta di incontro formulata dai Genitori tarantini? Puoi, infine, essere così incauto da circondarti ancora di personaggi locali che mai hanno dimostrato di voler bene a Taranto, la loro città? Mi dispiace, Michele, - conclude l’attivista - pur con sofferenza e dispiacere, non ti credo più”.

 

credit ph Michele Emiliano fb