Wind day. Melucci chiude le scuole dei Tamburi

Ambiente
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E' la misura che il Sindaco intende adottare nei giorni in cui il vento soffia da Nord-Ovest. Il primo cittadino annuncia inoltre che verrà impugnato il decreto del Presidente del Consiglio dello scorso 29 settembre per l'Aia all'Ilva. Comune e Regione ancora estromessi dalla trattativa. Bitetti: "Condivido l'operato del sindaco. Taranto subisce scelte dall'alto". Marescotti: "Gli ultimi provvedimenti del nuovo sindaco di Taranto vanno nella direzione giusta"

Il sindaco di Taranto, Rinaldo Melucci ha convocato questa mattina i vertici di Arpa e Asl per dare corso ad una revisione del protocollo previsto per i wind day, in stretta aderenza all’aggiornamento che la Giunta Regionale ha già avviato con la delibera relativa all’approvazione del piano contenente le prime misure di intervento per il risanamento della qualità dell’aria nel quartiere Tamburi per gli inquinanti benzo(a)pirene e pm10.
Il Comune sta disponendo, a fine precauzionale, la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado del quartiere Tamburi nei giorni segnalati dall’Arpa, quindi a cominciare dalla giornata di domani 25 ottobre. Altre misure previste: una campagna informativa ai cittadini maggiormente incisiva, la pulizia degli spazi cittadini a carico del soggetto inquinante nei giorni successivi all’evento, di concerto con i tecnici autorizzati un ciclo di ispezioni straordinarie finalizzate a verificare l’ottemperanza da parte delle industrie coinvolte dell’obbligo di contenimento della propria produzione e della maggiore filmatura del materiale in giacenza durante i wind days.
Nella nota che l'amministrazione comunale invia alla stampa vi è anche un riferimento alla volontà dichiarata dalla Regione di implementare la pianta organica dell’Arpa operante a Taranto, per permettere una più intensa attività di controllo ambientale.
"Apprendiamo da fonti giornalistiche dell’intenzione del Ministro Calenda di riconvocare il tavolo della vertenza Ilva a Roma per il prossimo martedì 31 ottobre. Confidiamo che restino per l’appunto delle indiscrezioni.  Poiché, se fosse vero, anche in questa occasione, il Governo avrebbe perduto l’occasione di coinvolgere gli enti locali in una trattativa che è tutt’altro che confinabile all’aspetto sindacale, come certune sigle vorrebbero far intendere, agitando gli spettri di possibili strumentalizzazioni politiche, non si sa bene a tutela di quale interesse esterno a Taranto".
"Spiacenti- si legge ancora nella nota - la realtà dei fatti è che senza il Comune di Taranto e la Regione Puglia semplicemente non si potrà dare compiuta attuazione ad ogni qualsivoglia programma per la riqualificazione degli esuberi, per l’avvio delle bonifiche, per la salvaguardia dell’indotto, per il monitoraggio del piano ambientale. Questo atteggiamento del Governo continua a ferire una comunità che ha dato troppo e ormai non accetta scelte calate dall’alto o ricatti volti a separare tutte le articolazioni della vicenda, occupazionali ed ambientali.
Immaginiamo che il Ministro ed i suoi colleghi abbiano potuto visionare le fotografie dell’ultimo wind day a Taranto, quello è il cuore della transizione e il nodo delle future relazioni tra territorio e azienda. Per tale motivo, considerati i numerosi segnali di disattenzione del Governo, che non consegnano affatto alla nostra comunità un quadro di serenità, specie nell’assenza dei dettagli del piano industriale, il Comune di Taranto ha dato mandato ai propri uffici legali di impugnare nella sede competente il Dpcm dello scorso 29 settembre".

“Non può non trovare il nostro sostegno la linea dura che il Sindaco di Taranto Rinaldo Melucci ha deciso di adottare sulla grande questione Ilva. – ha commentato Il consigliere comunale e provinciale  Piero Bitetti - Condividiamo la decisione di impugnare nelle sedi competenti l’autorizzazione integrata ambientale”.

“Bene anche la chiusura delle scuole probabilmente già da domani e chiedere alla Asl la revisione del protocollo relativo agli interventi precauzionali a tutela della difesa della salute dei cittadini, tema ritornato in auge in queste ultime ore a causa del forte vento che sta sferzando la città . – sottolinea ancora Bitetti -  Raccapriccianti le documentazioni fotografiche che evidenziano in tutta la loro drammaticità, qualora ce ne fosse stato ulteriore bisogno, l’impatto ambientale della fabbrica sul quartiere Tamburi e sul resto della città.  Non può più subire rinvii, anzi, merita una accelerazione rispetto ai tempi previsti, il  grande tema relativo alla copertura dei parchi minerali”.

“Il Comune di Taranto, così come la Regione Puglia – conclude il consigliere - non può non partecipare ai tavoli negoziali con la nuova proprietà dove si decide il destino della fabbrica, dei suoi lavoratori e della intera città sotto il profilo ambientale, sanitario ed economico-occupazionale. Taranto non può più accettare scelte calate dall’alto. Perché a pagare decisioni assunte altrove sono i cittadini di Taranto e non di altre parti d’Italia”.  

Questo il commento del Presidente dell'associazione Peacelink, Alessandro Marescotti, alla decisione del sindaco:"Gli ultimi provvedimenti del nuovo sindaco di Taranto vanno nella direzione giusta. Si profila un nuovo corso che raccoglie finalmente le speranze e le indicazioni avanzate da molti cittadini.
Le foto terrificanti del Wind Day di ieri sono state eloquenti: la città era in una nuvola scura di polveri tossiche. Di fronte a questa drammatica evidenza, il sindaco Rinaldo Melucci ha impugnato l'Autorizzazione Integrata Ambientale dell'ILVA, cosa mai fatta dal suo predecessore Ippazio Stefano. In questo momento occorre superare ogni inutile divisione e unirsi. E' importante sfruttare una tale possibilità di resistenza e di rivincita. Per una città martoriata questo è l'occasione per rialzare la testa e dire nuovamente basta. La forza della cittadinanza attiva faccia da sostegno all'azione del sindaco di Taranto, che adesso sostiene e porta avanti ciò che chiedevamo da tempo: la contestazione formale di una autorizzazione ambientale all'ILVA che è contro i cittadini e i lavoratori. Il governo non può consentire fino al 2023 un inquinamento seriale, che ieri ha avuto le forme drammatiche viste ieri da tutti ma che in forme più subdole e meno visibili ogni giorno miete vittime, anche fra i bambini".