Wind day, Peacelink scrive a Commissione Europea

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A poche ore dall’annuncio del sindaco di Taranto di impugnare il Decreto che approva la nuova Aia all’Ilva, Peacelink scrive alla Commissione Europea. “Scendete in campo dalla parte dei cittadini”

All’indomani dell’annuncio del sindaco di Taranto di impugnare il Decreto che approva la nuova AIA, Peacelink scrive alla Commissione europea in merito ai recenti fatti accaduti a Taranto durante i giorni di wind day. Alla Commissione europea l’associazione ha inoltrato un dossier fotografico relativo al 24 ottobre e la documentazione relativa all'AIA.

“Nei giorni 24, 25 e 26 ottobre la città di Taranto è stata colpita da raffiche di vento che hanno sollevato le polveri dei parchi minerali dell'Ilva e dei diversi cumuli di rifiuti speciali stoccati nello stabilimento, stendendo sulla città un manto tossico impressionante, - spiega l’associazione nella lettera - La copertura del parco minerali dell'Ilva doveva essere realizzata entro il 2015 ma ad oggi, come per diverse altre prescrizioni AIA di fondamentale importanza, i lavori non sono stati completati. Inoltre, i cumuli di rifiuti speciali, oggetto del Decreto del 14 marzo 2014 saranno smaltiti, secondo quanto richiesto dai nuovi acquirenti del Gruppo Ilva, soltanto entro il 2023”.

“Ciò che è invece emerso dalla caratterizzazione dei terreni realizzata sotto i parchi minerali, - precisa ancora-  è che vi è un inquinamento molto elevato del terreno profondo e della falda acquifera superficiale, con notevoli superamenti dei limiti di legge.  Nulla del ripristino dei terreni è stato fatto e pochi giorni fa il sindaco di Statte (Taranto) ha vietato le attività agricole nelle zone vicine all’Ilva. Il sindaco di Taranto ha invece disposto che nei giorni di vento dall'area Ilva (i cosiddetti "Wind Days"), le attività scolastiche vengano sospese per non esporre gli studenti ad un inaccettabile rischio sanitario, in ciò confortato dalle linee guida della ASL emanate nel 2016. Nessun dato sanitario autorizza a considerare terminata l'emergenza sanitaria, caratterizzata da eccesso di mortalità e morbilità evidenziate dall'ISS e dagli studi epidemiologici realizzati dal dott. Forastiere, prima su incarico del Tribunale e poi della Regione Puglia”.

L’associazione ricorda la procedura di infrazione contro l’Italia ancora aperta avviata dall’Ue e chiede alla Commissione Europea di “scendere in campo al fianco dei cittadini di Taranto, perché mesi ed anni passano e la situazione a Taranto non conosce nessun margine di miglioramento”.