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Domenica, 10 Dicembre 2017
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No alla "licenza di uccidere"

Ambiente
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Nessuna responsabilità penale e amministrativa per commissario e soggetti delegati nell'attuazione del Piano Ambientale, ora estesa anche all'affittuario o acquirente. Marescotti sottolinea con forza la necessità di abolire l'immunità penale, introdotta col decreto del 5/1/15 ed estesa al 2023 col DPCM impugnato da Regione e Comune. Conferenza stampa questa mattina per presentare le firme a supporto dell'esposto ILVA/ENI

L'immunità penale: una potenziale "licenza di uccidere", garantita per legge. Così la definisce il professor Alessandro Marescotti nella conferenza stampa tenuta oggi, a Palazzo di città, e iniziata con la lettura di alcune righe del libro "Fumo sulla città" di Alessandro Leogrande, scomparso solo pochi giorni fa. Poi la presentazione delle 1.500 firme per l’esposto ILVA-ENI, supportato da documentazione di immagini e dati. Una sottoscrizione morale quella che i promotori chiedono ai cittadini e che può essere ancora fatta fino a lunedì su www.giustiziapertaranto.org
Tra gli episodi documentati nell'esposto quelli di slopping; a tal proposito viene riportata da Luciano Manna una non corrispondenza tra quanto l'Ilva lo scorso luglio ha dichiarato durante una ispezione di ISPRA e ARPA e quanto invece contenuto in un report a cura della stessa azienda. Nel rispondere alle domande dei tecnici dell'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale sono stati escluse, per il periodo che va da gennaio ad agosto 2017, emissioni non convogliate dall'Acciaieria 1 e 2, mentre nella relazione trimestrale al Ministero si riferisce di ben 68 episodi. Per l'Eni, nel materiale da presentare figurano referti medici di persone che hanno fatto ricorso al Pronto Soccorso per emissioni gassose. Nell'esposto si richiama l'attenzione sul recente black out e sulla fuoriuscita di fiamme e denso fumo nero dalle torce, e su altri aspetti riportati come l'impossibilità di accedere ai pozzetti di campionamento, gli inquinanti in mare, lo sversamento dei serbatoi.
Moltissime le associazioni tarantine e non che hanno aderito a questa iniziativa di Peacelink, il cui Presidente ha voluto sottolineare: "Va abolita l’immunità penale concessa ad ILVA nel 2015 e prorogata fino al 2023 con il DPCM impugnato da Comune e Regione, perchè il DPCM impugnato garantisce e l’immunità penale".
Il decreto legge n. 1 del 5/1/2015 stabilisce con riferimento al piano ambientale definito nel DPCM del 14/3/2104, esclude che le condotte poste in essere dal commissario e da altri soggetti da lui delegati possano dare luogo a responsabilità penali e amministrative. Con il decreto legge n. 98 del 9/6/2016 tale esenzione viene estesa all'affittuario o all'acquirente. Con il DPCM impugnato di fronte al TAR da Comune e Regione l'immunità inoltre viene protratta fino al 2023 in quanto entra in vigore un nuovo cronoprogramma fissato nel DPCM stesso.
Marescotti, nella stessa conferenza tenuta a Palazzo di città, ha inteso anche sottolineare la posizione dell'associazione poche ore dopo la visita a Taranto del Ministro dello Sviluppo Economico, Carlo Calenda e della conferenza di Sindaco e Governatore: "Al Comune e alla Regione chiediamo che non si ceda di un millimetro sul diritto alla legalità. Ritirare il ricorso al TAR significherebbe rinunciare ad una verifica di legalità sull’operato del governo che con un decreto ritiene di spostare al 2023 adempimenti importantissimi per la messa a norma degli impianti. Abbiamo letto sulla nuova autorizzazione AIA che persino i certificati di prevenzione incendi degli impianti più pericolosi verrebbero differiti al 2023 quando dovrebbero essere già pronti. Non si può far vivere i lavoratori e l’intera città nel pericolo. Noi​ ​sosteniamo​ ​e​ ​sosterremo​ ​l’azione​ ​del​ ​Comune​ ​e​ ​della​ ​Regione​ ​se​ ​la​ ​Regione​ ​e​ ​il Comune​ ​si​ ​impegneranno​ ​sul​ ​ripristino​ ​della​ ​vera​ ​legalità​ ​compromessa​ ​da​ ​questo DPCM​ ​che​ ​consente​ ​di​ ​estendere​ ​l’immunità​ ​penale​ ​ai​ ​nuovi​ ​padroni​ ​dell’ILVA​ ​fino​ ​al 2023".
Il Presidente di Peacelink ha poi proseguito: "Vogliamo a Taranto un Osservatorio mortalità in tempo reale per verificare ufficialmente in modo istantaneo se i decessi a Taranto sono tornati nella normalità o se permangono più elevati rispetto all’atteso. Questo lo chiediamo per mettere sotto osservazione in particolare i Wind Days".
A proposito del Tavolo per Taranto convocato per il 20 dicembre, le associazioni chiedono di partecipare perché portatrici di interessi collettivi, peraltro riferiti alla tutela dell'ambiente e della salute. Per quel che riguarda gli interventi in sede di confronto al Ministero viene chiesta la trascrizione degli stessi.
Altro punto importante quello relativo all'esigenza che il Tavolo per Taranto rispetti la Convenzione di Aarhus, sulla partecipazione dei cittadini ai processi decisionali.
Presente, seppur per un breve saluto, il vice sindaco e assessore all'ambiente, Rocco De Franchi, che ha ringraziato "il volontariato intellettuale volto alla tutela del bello", rappresentato dagli ambientalisti, per il lavoro che fanno quotidianamente in una città "disillusa e a volte lontana dal senso civico". "Pur continuando a credere nell'importanza di uno sviluppo industriale, vi dico di continuare a supportarci in un cammino di competenza, afflato affettivo e convinzione che le cose devono andare meglio". Poi De Franchi ha aggiunto ancora: "A compromessi non si scende soltanto, si può anche salire. Al tavolo romano saranno portate le vostre istanze tecniche". E infine: "Taranto si salverà solo quanto verranno eliminate le isole di impunità e diventerà una città normale".

 

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