16
Mar, Ott

Bonifiche a Taranto, il bluff dei governi italiani

Bonifiche a Taranto, il bluff dei governi italiani

Ambiente

Non solo Ilva, con le sue macroscopiche incongruenze e contorsioni logiche. Il fallimento della seconda città pugliese passa anche da altro: da Evergreen che lascia lo scalo jonico per trasferirsi al Pireo, dall'abbandono del progetto relativo al Corridoio comunitario VIII, quello che avrebbe collegato la Puglia alla Grecia. E, infine, dalla scelta operata dalla "sinistra di palazzo" di rendere Venezia il crocevia mediterraneo della nuova "via della seta". Si tratta di uno sconfitta lacerante, patita su tutta la linea. Con un unico, indifendibile, responsabile: lo Stato

Senza pudore l’appello del capo del Governo verso il presidente della Regione Puglia Emiliano, affinché ritiri il ricorso al Tar contro il decreto del Governo con il quale si sposta al 2023 l’attuazione delle prescrizioni dell’autorizzazione integrata ambientale. Chiamano “Piano ambientale“ quelle che sono le prescrizioni dell’AIA. Prescrizioni AIA che consentono di applicare le “migliori tecniche disponibili “(BAT: best available techniques) trasferite periodicamente dalla UE ai paesi membri. Servono per limitare, contenere le emissioni in acqua, aria e suolo. Inoltre viene reso possibile con le BAT l’attuazione del Piano di Monitoraggio e Controllo (PMC): ovvero lo strumento che “vigila” sul rispetto dei limiti di emissione. AIA, BAT, PMC, che mancano a ILVA dal 2002!! Queste le norme comunitarie e interne mai applicate nel caso Ilva: Direttiva 61/1996, dlgs 372/1999, decreto legislativo 59/2005, direttiva 1/2008, dlgs 128/2010, direttiva 75/2010, dlgs 42/2014). Serie di norme e direttive che hanno disciplinato e disciplinano l’AIA.
Oggi, a 4807 giorni dal dlgs 372 dell’agosto 1999, comma 14 art 4 – “Tutti i procedimenti devono essere conclusi entro il 30 ottobre 2004” – Ilva non ha ancora l’AIA attuata!! Il Capo del Governo, quindi, chiede al presidente della Puglia di ritirare un ricorso affinché le prescrizioni dell’Aia siano attuate tra 2190 giorni!! Nemmeno si sono posti il problema, il Capo del Governo e il Ministro dello sviluppo economico, che la Corte Costituzionale, con sentenza del 2012, dichiarò legittimo il decreto del Governo Monti con il quale si annullò l’atto di sequestro dell’impianto sulla base del rispetto dell’AIA. Alla fine il Governo dei regali ai banchieri, chiede di non rispettare norme dell’Unione europea, che traducono i Principi del Trattato europeo come quello di Prevenzione, Precauzione, Integrazione. Di non attuare una sentenza della Corte Costituzionale. Principi che sono entrati nel testo unico ambientale, che all’art 2 comma 1 così recita “Il presente decreto legislativo ha come obiettivo primario la promozione dei livelli di qualità della vita umana, da realizzare attraverso la salvaguardia ed il miglioramento delle condizioni dell'ambiente e l'utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali”. La data del 2023, tra l’altro, contravviene alla direttiva 75/2010 che obbliga gli Stati membri al massimo entro il 2021 ad attuare la revisione delle aia concesse! L’europeista Presidente del Consiglio è tale solamente per le cose che non riguardano le politiche ambientali se ha emesso un decreto che, dopo 13 anni, concede un’ulteriore proroga di sei anni.
Bene ha fatto il Presidente della Regione Puglia, a impugnarlo davanti al Tar. Un Presidente del Consiglio e un Ministro dello Sviluppo economico che hanno approvato la ricapitalizzazione di MPS con erogazione di 4,5 mld di euro, 5,5 mld per Veneto Banca e Popolare di Vicenza più 11,5 mld complessivi di garanzie sulle due venete (fonte: il senatore Mucchetti del Pd). Uno Stato il cui Governo, nel 2012, ha liquidato a Morgan Stanley 2,57 mld di euro per una scommessa sui tassi d’interesse supportata da un contratto che operava solo a favore della banca USA. Un Presidente del Consiglio e un Ministro dello Sviluppo che mettono contro occupazione e salute per non anticipare 1,8 mld per l’attuazione delle prescrizioni Aia, in un territorio dichiarato con DPR a emergenza ambientale 18 anni fa! Diktat a lavoratori e  cittadini da parte di uno Stato che ha erogato 14,5 mld di euro per il MES ( meccanismo europeo di stabilità); e del quale hanno fruito Spagna, Portogallo, Irlanda, Grecia e Cipro!
La vicenda rinvia però ad altre verosimili congetture. Era noto che Ancelor-Mittal fosse al limite della quota di mercato siderurgico europeo; come altrettanto noto erano i problemi di equilibrio finanziario del gruppo Marcegaglia. Lo aveva evidenziato anche il Presidente della Commissione Industria del Senato: sempre l’onorevole Mucchetti. Tutto questo non ha impedito di chiudere la partita il 30 giugno scorso pur alla presenza di altre offerte. Errori di valutazione e scarsa sensibilità ambientale e di rispetto per la vita forse hanno determinato il pugno forte verso un Presidente e un Sindaco eletti democraticamente che dopo tanti giochetti, proroghe, aggiramenti di norme interne e comunitarie hanno finalmente detto no per difendere il bene prezioso della vita.
Infine non irrilevante è il comportamento di uno Stato che non ha fatto nulla per AGEVOLARE la PERMANENZA del primo OPERATORE LOGISTICO MONDIALE EVERGREEN, che aveva scelto il porto di Taranto. Ora è migrato nel porto del Pireo ad Atene. Un Governo che fa  seminari, a Venezia, identificata lo stesso capoluogo veneto come terminale della Nuova Via della Seta tranne poi dividersi/scontrarsi con la presidente della Regione Friuli, vicesegretario del Pd Serracchiani, che opta per il porto di Trieste. Governi che hanno mollato il corridoio comunitario numero VIII dalla Puglia verso la Grecia. Un Governo che per 8 km di alta velocità concede 806 milioni di euro a Vicenza: soldi che serviranno a rifare il look alla città!!! Un Governo che stanzia 6 mld sul progetto av Bs/Vr/Pd, che una analisi costi benefici fatta da un grande esperto, il professor Ponti, ha dimostrato di essere negativa per 3,2 mld di euro(VAN). Un Governo che forse considera i morti e i malati di Taranto, di tutte le età, come meri numeri da computare nelle statistiche Istat, Eurispes ed Eurostat. Basterebbe fare due gare, per i due progetti av, Bs/Vr e Vr/Pd, per recuperare i soldi che consentono di realizzare le prescrizioni Aia e preservare dal rischio di morti e malattie i cittadini di Taranto. Troppo sono le “Taranto” italiane!!!