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Martedì, 23 Gennaio 2018
Pregiudicata tarantina finisce in carcere. Ha violato per venticinque volte le prescrizioni imposte dalla misura alternativa

Photo Credit Fulvia Gravame

Ambiente
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Conferenza stampa a Palazzo di città questa mattina organizzata dal Presidente di Peacelink, Alessandro Marescotti, dalle pediatre Annamaria Moschetti e Maria Grazia Parisi, e dal responsabile del WWF di Taranto, Fabio Millarte sulla posizione assunta da Comune e Regione in merito al decreto dello scorso 29 settembre

"Noi cittadini vogliamo lanciare un appello a sostegno del ricorso al TAR presentato dal Comune di Taranto e dalla Regione Puglia contro l’ultimo decreto ILVA del Presidente del Consiglio dei Ministri.
Il nostro è un appello civico privo di ogni coloritura politica. Mira solo a contrastare l’inaudito tentativo del Governo di espropriare i cittadini dei più elementari diritti e di smantellare le più elementari tutele per la salute e l'ambiente. Tutto sarà lecito perché è entrato in vigore uno scudo penale per Arcelor Mittal.
Il Governo infatti vuole sospendere di fatto a Taranto lo stato di diritto garantendo l’immunità penale ad Arcelor Mittal fino al 2023; mantenendo segreto il Contratto di cessione ad Arcelor Mittal;
mantenendo segreto il piano industriale per ILVA; legiferando contra legem in violazione delle norme europee e dello stesso Codice dell'ambiente; evitando di sottoporre ad una verifica di legalità il proprio DPCM ILVA, dopo aver legiferato contra legem; contestando al Comune e alla Regione il diritto di esercitare le loro residuali prerogative, già molto limitate dopo i decreti Salva-Ilva". Si legge ancora nel comunicato: "Ricordiamo che la Corte Costituzionale aveva consentito l’uso degli impianti dell’area a caldo dell’ILVA (sottoposti ancora oggi a sequestro penale) a condizione che venisse eseguita la messa a norma di tutti gli impianti entro il 2015. Adesso invece la messa a norma di tutti gli impianti viene spostata al 2023 e nel frattempo ai gestori viene garantita l’immunità penale. Tutto questo è inaccettabile. Ecco perché sosteniamo il ricorso al TAR del Comune e della Regione. E invitiamo tutti a farlo, anche perché non siamo di fronte a un braccio di ferro fra due fazioni politiche che litigano in modo irragionevole. Siamo invece di fronte a un braccio di ferro fra i cittadini di Taranto da una parte e un Governo che vuole sospendere i loro diritti, mettendo per di più la museruola alla magistratura. Siamo inoltre convinti che questo braccio di ferro non riguardi solo i cittadini di Taranto. Riguarda la democrazia. Sospendendo la tutela dei diritti in una città devastata da un disastro ambientale, il Governo ferisce la democrazia e sfregia la Costituzione. Di fronte a un simile inaudito attacco crediamo debba mobilitarsi l’intera comunità nazionale e chiunque abbia a cuore la democrazia e la Costituzione, qualunque sia la propria città, qualunque sia il proprio credo politico, qualunque sia la propria collocazione sociale. Ecco perché vogliamo organizzare una raccolta di firme sotto questo appello".