“Chiudiamola qua!”

Ambiente
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Inizierà tra circa un'ora la manifestazione organizzata da "Genitori Tarantini". Si comincia alle 10.00 in Piazza Garibaldi. Nel corso dell'evento si alterneranno medici, tecnici e imprenditori che hanno investito nell'economia alternativa alla grande industria. La bellezza del territorio negli scatti di Rossella Baldacconi e Giacinto Ribezzo

L'EVENTO. Hanno aderito 42 gruppi e associazioni del territorio alla manifestazione, che si dividerà in due parti: la prima prevede interventi di tecnici e medici, mentre la seconda parte sarà dedicata a imprenditori locali che hanno investito in attività alternative a quella dell' industria inquinante. "Genitori Tarantini" evidenziano ancora una volta che "le prerogative dell’intera provincia tarantina sono ben altre rispetto alle industrie che, oltre a produrre insopportabili danni alla salute delle persone e dell’ambiente, ne soffocano lo sviluppo naturale, creando anche percentuali di disoccupazione difficilmente recuperabili allo stato attuale delle cose". A dimostrare la bellezza e la ricca biodiversità che caratterizzano il territorio gli scatti fotografici di Rossella Baldacconi e Giacinto Ribezzo. Una parte della piazza verrà attrezzata per accogliere i bambini. A loro si dedicheranno alcuni volontari per impegnarli in attività creative e regalare loro "quella che in altre parti del mondo sarebbe una domenica normale, ma che, a Taranto, diventa particolare”.
LE RAGIONI. "Scendiamo in piazza perché Taranto, troppe volte ed ancora oggi calpestata, ferita, violentata e derisa, torni ad essere rispettata e valorizzata. Scendiamo in piazza perché i valori della Democrazia, descritti e tutelati dalla Costituzione italiana e umiliati dal Governo di questa Repubblica, tornino a risplendere su Taranto, dopo il buio calato sui tarantini. Pretendiamo che l’immunità penale estesa ai futuri proprietari dell’industria siderurgica, insopportabile schiaffo alla Costituzione, venga rimossa. Pretendiamo che l’Autorizzazione Integrata Ambientale, laddove non soddisfatta, preveda sanzioni certe a carico dei gestori degli impianti. Pretendiamo dal Sindaco di Taranto e dal Consiglio comunale tutto, quali responsabili della condizione di salute della popolazione, di assicurare con certezza ai cittadini che nulla hanno da temere dalle emissioni inquinanti dell’Ilva. In caso contrario, pretendiamo che la salute pubblica venga tutelata avvalendosi di tutti i mezzi che la legge mette a disposizione del Sindaco e del Consiglio comunale, fino all’eventuale ordinanza di arresto degli impianti. Scendiamo in piazza insieme ai nostri figli per mostrare loro il nostro desiderio di lasciargli un mondo migliore e un posto dove possano giocare, studiare, crescere e diventare uomini senza il pericolo di non arrivare a realizzare tutti i propri desideri. Scendiamo in piazza per riaffermare a gran voce che l’intera provincia di Taranto, baciata dagli dei, dispone, e in grande abbondanza, di tutto quello che serve per una riconversione culturale ed economica che la possa riportare tra le grandi città europee e mondiali, posto che dovrebbe occupare di diritto. Infine, scendiamo in piazza per riaffermare una assoluta verità: non si vive di inquinamento. Di inquinamento si muore!"