Depuratore Sava-Manduria, M5S: "Non c'è più tempo”

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Una infrazione comunitaria, un rischio sanitario crescente e mancate autorizzazioni di allacciamento alla rete idrica per alcuni cittadini di Manduria. La denuncia del M5S che annunciano di aver già depositato una richiesta di audizione urgente alla Regione

Una infrazione comunitaria, un rischio sanitario crescente e mancate autorizzazioni di allacciamento alla rete idrica per alcuni cittadini di Manduria. Sono solo alcune delle disastrose conseguenze del protrarsi infinito della questione del depuratore consortile di Sava-Manduria. La denuncia dei consiglieri regionali del M5S Marco Galante, Antonella Laricchia e Cristian Casili, che annunciano di aver già depositato una richiesta di audizione urgente in V Commissione permanente dell'Assessore all'Ambiente, dell'Assessore ai Lavori Pubblici e del Dirigente del relativo Dipartimento.

"Non c'è più tempo. - dichiarano i cinquestelle - Adesso vogliamo conoscere nel dettaglio le soluzioni tecniche previste dall'ultima versione del progetto concordato con gli amministratori locali, i tempi di avvio e di realizzazione degli interventi previsti sulla questione del Depuratore consortile di Sava–Manduria e, nel contempo, scongiurare possibili rischi sanitari per la popolazione favorendo le pratiche di riuso delle acque reflue".

"La questione del Depuratore consortile di Sava-Manduria – aggiunge Marco Galante – va avanti ormai da anni, dopo l'incontro tenutosi in Prefettura a Taranto il 24 luglio scorso sembrava si fosse arrivati ad un punto di svolta, tuttavia ad oggi non si hanno ancora notizie in merito allo stato di avanzamento del progetto. Esiste – prosegue – un evidente rischio sanitario e ambientale derivante dal continuo protrarsi dell'inizio dei lavori per la realizzazione del nuovo impianto dato che il Comune di Sava non è attualmente dotato di rete fognaria e del relativo recapito, mentre quello di Manduria risulta servito da un impianto non pienamente a norma con scarico diretto nel sottosuolo. Una situazione già oggetto di una procedura d'infrazione comunitaria che, seppur superata, potrebbe riproporsi in caso di ulteriore inerzia nell'avvio dei lavori".

Ad innescare la miccia della protesta secondo i pentastellati la recente notizia secondo la quale Acquedotto Pugliese avrebbe negato ad alcuni cittadini di Manduria l'allacciamento alla rete idrica e fognaria. La ragione risiederebbe nello stallo dei lavori per il progetto del Depuratore consortile.

"Chiediamo che gli Assessori regionali all'Ambiente e ai Lavori Pubblici, nonché il Direttore del Dipartimento ambiente – conclude Galante – possano essere auditi con la massima urgenza al fine di fornire ai cittadini precise delucidazioni sullo stato dei lavori, proprio in virtù dell'enorme disagio che le popolazioni di Sava e Manduria vivono ormai da troppi anni".