23
Mar, Ott

Parco regionale del Mar Piccolo. Opportunità o rischi?

Parco regionale del Mar Piccolo. Opportunità o rischi?

Ambiente

Diciotto articoli per provare a restituire centralità al Mar Piccolo facendone un pilastro dello sviluppo socio-economico e culturale della città di Taranto. Questo l’obiettivo della proposta di legge regionale, avanzata dal consigliere del gruppo misto Gianni Liviano, assieme a un gruppo di esperti e tecnici. Sulla questione interviene il consigliere (Dit-Ncl) Renato Perrini: “Quando si parla di salvaguardia del paesaggio e di valorizzazione delle prospettive economiche bisogna stare molto attenti”

Diciotto articoli per provare a restituire centralità al Mar Piccolo facendone un pilastro dello sviluppo socio-economico e culturale della città di Taranto. Questo l’obiettivo della proposta di legge regionale, avanzata dal consigliere del gruppo misto Gianni Liviano, che assieme a un gruppo di esperti e tecnici (Vito Crisanti, già direttore della Palude La Vela; Nicola Cardellicchio, direttore Cnr Taranto; gli Ordini degli architetti, ingegneri, geologi, agronomi; Confindustria; Confcommercio; l'Università) sull’istituzione del Parco regionale del Mar Piccolo.

Diciotto articoli che sono stati illustrati mercoledì sera nel corso della tavola rotonda dal tema "Mar Piccolo, il vero patrimonio di Taranto" organizzata dallo stesso Liviano in collaborazione con l'associazione "Le città che vogliamo" e alla quale sono intervenuti, oltre agli estensori della proposta di legge, il vicesindaco di Taranto, Rocco De Franchi, è l'assessore regionale all'Urbanistica, Alfonsino Pisicchio.

"Il Mar Piccolo di Taranto, - ha spiegato il consigliere - costituisce probabilmente un unicum ambientale nell'intero contesto mediterraneo. Con quanti hanno collaborato stiano provando a condividere sensibilità, aspettative e obiettivi con un duplice scopo: da un lato, salvaguardare un paesaggio che è patrimonio che va trasmesso alle generazioni future; dall'altro, valorizzare le prospettive economiche, che su questo territorio possono realizzarsi, compatibili con la tutela del paesaggio".

Dello stesso avviso l’assessore all’Urbanistica, Alfonso Pisicchio che sottolinea “la passione e la professionalità di quanti stanno lavorando alla redazione” dell’idea ora in cantiere. “Credo - ha aggiunto l'assessore - che sia arrivato il momento di svoltare e di salvaguardare questo importante patrimonio puntando, inoltre, al recupero dell'identità che non può essere slegato da temi quali l'economia circolare, l'innovazione, all'alta tecnologia, allo sviluppo sostenibile”.

Di avviso contrario il consigliere regionale (Dit-Ncl), Renato Perrini che parla di “leggi spot”. Secondo il consigliere andrebbe riconsiderata la questione sulla scorta dello stato “in cui versa l’intero specchio d’acqua dove per decenni è stato sversato di tutto”. “Non metto in discussione il lavoro degli esperti”, spiega ancora Perrini , “ma quando si parla di salvaguardia del paesaggio e di valorizzazione delle prospettive economiche bisogna stare molto attenti”.

“Sono in campo una serie di finanziamenti, consistenti, gestiti dal Commissario Straordinario alle Bonifiche, di cui ancora si sa poco e nulla. – precisa - Così come si sa ancora poco e nulla dei lavori nel Mar Piccolo, se non qualche informazione a latere arrivata quasi per caso”. Considerata la mole degli interventi “mi domando come si possano mettere già le basi per una legge su un Parco regionale senza neanche sapere quando l'area sarà bonificata”.

Poi chiede: “Ma come si fa a dire che il bacino del Mar Piccolo può rappresentare una prospettiva economicamente valida se noi non sappiamo neanche quante e quali imprese tarantine, e non baresi o pugliesi e di altre regioni, ma ripeto tarantine, stanno portando avanti o porteranno avanti i lavori?”. Infine Perrini rivolge un invito ai colleghi consiglieri: “Ascoltiamo prima e poi capiamo, insieme, come muoverci”.