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Lun, Dic

Ilva, Bonelli: “Costa non conosce la situazione di Taranto”

Ilva, Bonelli: “Costa non conosce la situazione di Taranto”

Ambiente

Ambientalmente ben tenuta: così il nuovo ministro dell’Ambiente ha definito la città dei due mari. I Verdi si dicono “fortemente sorpresi”. Bonelli: "Per approfondire la situazione reale gli manderò una copia del mio libro-dossier 'Good Morning Diossina'"

"Siamo fortemente sorpresi delle dichiarazioni del neo-ministro dell'Ambiente Costa, che vede 'una Taranto ambientalmente ben tenuta', forse il ministro non sa che esiste una situazione epidemiologica drammatica, forse non conosce gli ultimi dati sui livelli di Diossina prodotta dall'Ilva e piovuta sulle cittadine e i cittadini tarantini con gravi danni alla loro salute, forse non lo hanno informato che nel quartiere Tamburi, adiacente alla zona industriale, bambine e bambini di materne ed elementari hanno dovuto smettere di andare a scuola per intere settimane a causa dell'inquinamento." Scrive in una nota Angelo Bonelli, co-portavoce nazionale dei Verdi, che spiega: "La città di Taranto, è così ben tenuta da punto di vista ambientale, che il precedente governo - con il quale noi abbiamo dissentito su tutto rispetto all'Ilva - ha dovuto approvare una norma che garantisce ai proprietari dell'ILVA e agli acquirenti successivi l'immunità penale in caso di violazione della legislazione ambientale e sanitaria. Una norma che ha impedito il proseguo di una indagine sull'alta percentuale di diossina proprio nel quartiere Tamburi di Taranto, da parte del PM Buccoliero." "Per approfondire la situazione reale - ha concluso Bonelli - gli manderò una copia del mio libro-dossier 'Good Morning Diossina' dove spiego cause e rimedi per Taranto e l'Ilva."

Sulla questione intervengono anche i Verdi Taranto che commentano: “Chiediamo al ministro di chiararire il suo pensiero. Le sue parole sembrano dare per scontato che ogni decisione in materia di Ilva sia già stata presa e che non ci sia spazio per riconsiderare le condizioni o, meglio ancora, l'opportunità della locazione con obbligo di vendita ad Arcelor Mittal”.

“Gli accordi con la cordata indiana sono stati presi dal governo Gentiloni e sono stati contestati attraverso le "osservazioni" da molte associazioni ambientaliste e dalla stessa Federazione dei Verdi. – aggiungono - Inoltre al TAR Lazio risultano pendenti due ricorsi avverso il DPCM, firmato dal Presidente Gentiloni a chiusura delle procedure di locazione - vendita con Arcelor Mittal. Considerato che il Ministro Costa fa parte di un esecutivo che si è definito "governo del cambiamento", non è chiaro quale sia il cambiamento nelle scelte in materia di Ilva”.

In merito alla posizione del Ministero dell’Ambiente, aggiungono: “In questi anni ha rilevato sistematicamente le numerose inadempienze dell'Autorizzazione Integrata Ambientale dell'Ilva e dall'altro è rimasto silente mentre la stessa AIA veniva prorogata di sei mesi in sei mesi, ignorando del tutto le risultanze scientifiche sul danno alla salute e all'ambiente a Taranto e provincia. Siamo convinti che il Ministro dell'Ambiente proprio nel caso di Taranto – precisano - debba considerare la tutela dell'ambiente come direttamente collegata a quella della vita. Nella provincia jonica è infatti in gioco il diritto alla vita di circa duecentocinquantamila persone, con eccessi di mortalità e morbilità conclamati rispetto al territorio regionale, e di undicimila operai esposti al rischio concreto di infortunio mortale e di ammalarsi”.

“Le chiediamo – concludono gli ambientalisti - di voler valutare la vicenda Ilva a partire dalle numerose "osservazioni" al Piano Ambientale presentate nei termini e di voler convocare chi le ha presentate per poter correggere il tiro e tutelare questo territorio martoriato dall'inquinamento”.