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Mar, Nov

Giustizia per Taranto a Di Maio: “Chiudere la fabbrica e bonificare”

Giustizia per Taranto a Di Maio: “Chiudere la fabbrica e bonificare”

Ambiente

Tempi brevi e decisioni condivise nel rispetto del sacrosanto diritto di Taranto a “respirare”: questa la risposta del Ministro dello Sviluppo Economico alle associazioni che ieri hanno ribadito la necessità di chiudere l'Ilva

“Abbiamo rappresentato con fermezza e straordinaria unità d’intenti, la voce della città che chiede cambiamento e lo abbiamo fatto con cinque assunti comuni:
• Avvio immediato delle procedure di chiusura dell’Ilva;
• Tutela del bene prioritario della vita e della salute;
• Salvaguardia del reddito dei lavoratori;
• Bonifiche interne ed esterne alla fabbrica;
• Riconversione economica, ecologica e sociale del territorio.
Abbiamo rappresentato strumenti e proposte percorribili, che pure non sarebbe stato nostro onere portare, ma che siamo pronti a mettere a disposizione delle istituzioni, qualora la linea decisa sarà coerente con quanto promesso in campagna elettorale. Abbiamo rappresentato l’assoluta necessità di non dar seguito alla cessione della fabbrica a Mittal e di abrogare l’immunità penale per commissari e acquirenti. Non c’è alcuno spazio per la paventata “ambientalizzazione”: le evidenze disponibili ne dimostrano l’improponibilitá economica, ambientale e sanitaria, nel sito di Taranto, rispetto ai livelli produttivi idonei a creare profitto. Taranto deve essere un’opportunità per dimostrare autentica volontà di cambiamento. Il Ministro ci ha manifestato la sua vicinanza per una sofferenza che non è dissimile da quella patita per la terra dei fuochi, suo territorio di origine. Ha detto inoltre che il nostro contributo sarà tenuto nella dovuta considerazione e che saremo parte del processo decisionale in corso, convenendo che “Taranto ha diritto di respirare”. Ci ha infine dichiarato che, sebbene si tratti di un problema che viene da lontano, si esprimerà a riguardo con la dovuta urgenza. In tale valutazione ci aspettiamo che il suo ruolo non sia quello di mera mediazione, ma quello di chi, in esecuzione di un impegno già assunto dal suo Governo, ripristini lo stato di diritto nel nostro territorio e restituisca pace e dignità alla nostra comunità”.
Queste le associazioni presenti ieri nella capitale
: AIL Taranto, Attiva Lizzano, Comitato art. 32, Comitato cittadini e lavoratori liberi e pensanti, Comitato quartiere Tamburi, Contro le barriere, FLMUniti Cub, Genitori tarantini, Giustizia per Taranto, Isde Massafra, Legamjonici, LiberiAmo Taranto, Peacelink, Tamburi combattenti, Taranto L.I.D.E.R., Territorio bene comune San Marzano, TuttaMiaLaCittà, Vigiliamo per la discarica Grottaglie e WWF Taranto.