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Lun, Nov

SI: “Piano regionale rifiuti, un salto indietro”

SI: “Piano regionale rifiuti, un salto indietro”

Ambiente

Un piano regionale di gestione dei rifiuti che sconfessa la logica del "Rifiuto zero", del riciclo e del riutilizzo tracciando invece un percorso verso l'incenerimento. Cosi il consigliere regionale di Sinistra italiana Borraccino critica la posizione del presidente Emiliano e rilancia l’idea di modelli sostenibili

Un piano regionale di gestione dei rifiuti che ci riporta indietro di dieci anni e sconfessa la logica del "Rifiuto zero", del riciclo e del riutilizzo tracciando invece un percorso che porta alla chiusura del ciclo attraverso l'incenerimento, con incentivi alla produzione di biogas e di CSS (combustibile solido secondario). Questa la valutazione che il consigliere regionale Mino Borraccino ha espresso questa mattina nel corso della conferenza stampa alla quale è intervenuto anche il segretario regionale di Sinistra Italiana Nico Bavaro.

Un disaccordo che oltre al merito del provvedimento, investe le modalità con cui il Governo regionale, secondo Borraccino, “ha ancora una volta imposto dall'alto scelte che invece sarebbero dovute essere oggetto di confronto approfondito e condiviso non solo con le altre forze politiche, ma soprattutto con le associazioni ambientaliste”. “La tanto declamata partecipazione, fiore all'occhiello del Governo Emiliano, sembra soltanto uno slogan,- spiega il consigliere - dal momento che vengono concessi solo 12 giorni per la discussione nei tavoli di confronto, mentre nel 2013 il piano dei rifiuti Vendola venne varato dopo molti incontri con associazioni ambientaliste, di volontariato, dei consumatori, degli operatori economici, con le parti sociali, gli ordini professionali, nonché gli enti pubblici e gli enti locali.  Avanziamo una riflessione critica sulla questione della raccolta differenziata, - aggiunge - che nel progetto Emiliano non viene assolutamente incentivata, perché non ci sono elementi che inducono a spingere per aumentarla. Anzi, di fatto si tratta di un piano che velatamente apre all'incenerimento, perché favorisce il conferimento di Combustibili Solidi Secondari ai termovalorizzatori, con costi della TARI destinati ad aumentare.”

“ll presidente Michele Emiliano – ha sottolineato - continua a parlare di partecipazione ma anche questa volta si limiterà a presentare, in soli tre incontri, un piano già definito che prevede addirittura la costruzione di altri inceneritori e il coinvolgimento dei privati, che in questi anni si sono sufficientemente arricchiti”.

Da qui la proposta di Sinistra Italiana: “Ci troviamo nuovamente a ricoprire il ruolo di opposizione critica nei confronti di una gestione politica basata sulla figura dell'uomo solo al comando. Pertanto, di contro, avvieremo una campagna di ascolto e proporremo emendamenti puntali, volti a sostenere la raccolta porta a porta spinta, a prevedere riduzioni tariffarie per chi differenzia in misura maggiore e a promuovere modelli sostenibili di riutilizzo dei rifiuti”.

“Siamo convinti - ha concluso - che tali scelte rientrino in un progetto più ampio del governo regionale che mira a trasformare Acquedotto pugliese, la cui gestione è stata affidata tra l'altro ad un esponente del centrodestra, in una società multiutility a cui attribuire anche la gestione dei rifiuti e dell'energia. Un intento da noi apertamente avversato e che poco ha a che vedere con proposte di centrosinistra”.