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Mar, Nov

Comune di Statte: 750 mila euro per indagini su inquinamento territorio

Il Comune di Statte si aggiudica 750 mila euro per indagini su inquinamento territorio

Ambiente

La Regione Puglia e il Comune di Statte lavorano insieme per il risanamento del territorio. La Regione ha riconosciuto al Comune la copertura finanziaria per un progetto di caratterizzazione del territorio redatto e presentato dall'ufficio ecologia e ambiente dell'ente civico. Il Sindaco Andrioli: “Quadro conoscitivo di dettaglio per preservare salute e ambiente”

La Regione Puglia e il Comune di Statte lavorano insieme per il risanamento del territorio. La Regione ha riconosciuto al Comune la copertura finanziaria (750mila euro) per un progetto di caratterizzazione del territorio redatto e presentato dall'ufficio ecologia e ambiente dell'ente civico.

“Siamo in attesa della sottoscrizione del disciplinare – spiega il Sindaco di Statte, Franco Andrioli – ma abbiamo già incassato l'attenzione da parte del direttore del Dipartimento Ecologia Barbara Valenzano e del presidente della Regione Puglia Michele Emiliano. Si tratta ora di rendere al più presto esecutivo un altro tassello di intervento che ci consentirà di avere uno screening ancora più aggiornato rispetto allo stato di salute del nostro territorio”. I fondi consentiranno una ulteriore fase di approfondimento del territorio di Statte all'indomani delle ordinanze di interdizione al pascolo del 2012 e saranno coordinate dall'Ufficio Ecologia e Ambiente del Comune, in collaborazione con ARPA, ASL, Istituto Superiore di Sanità, Università e CNR.

“Si tratta di indagini di ulteriore dettaglio – aggiunge Andrioli - che hanno lo scopo di infittire la maglia delle informazioni già assunte e validate da ARPA e ASL al fine di rendere con dati e relazioni scientifiche ulteriori strumenti inoppugnabili in mano a tutta la comunità che difendiamo, appunto, proprio svelando verità per troppo tempo taciute”.

Dopo le prime ordinanze sindacali di divieto per alcune attività agricole in alcune aree risultate contaminate, si procede con una ulteriore ispezione. Tra le azioni concordate la valutazione del rischio di passaggio nella catena alimentare degli inquinanti ritrovati nei terreni. “Siamo convinti che per alcune colture non ci sia assolutamente il rischio che gli inquinanti possano ritrovarsi anche nei frutti o nei processi di trasformazioni. Un esempio su tutti è quello relativo alla produzione di olio  – afferma il primo cittadino – ma vogliamo che i nostri agricoltori possano esibire senza nessuna onta di smentita dati inconfutabili di salubrità delle loro produzioni, così come allo stesso tempo vogliamo tutelare tutti i consumatori affinchè sulle nostra tavole finiscano prodotti sicuri”.

La seconda azione riguarderà il "finger print" sulle diossine, al fine di accertare il nesso scientifico tra il pericoloso inquinante e quello derivante dai processi di termici dello stabilimento siderurgico di Taranto. Il progetto finanziato dalla Regione consentirà di prolungare il monitoraggio delle diossine per almeno un anno di osservazione. Infine verranno determinate le aree non contaminate, in cui la soglia di inquinanti non sfori i limiti di legge, accertando eventuali rischi per la salute e l'ambiente.

“Non intendiamo abbassare la guardia – conclude Andrioli – per questo il lavoro si renderà ancora più specifico e intenso, al fine di avere sempre un quadro conoscitivo in continua evoluzione e monitorare così il grado di salute dell'ambiente e dei cittadini della nostra comunità”.