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Mar, Nov

Di Maio su piano ambientale Ilva: “Non è soddisfacente”

Di Maio su piano ambientale Ilva: “Non è soddisfacente”

Ambiente

Il ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Di Maio interviene sulla questione Ilva al termine dell’incontro con le rappresentanze sindacali al Mise. Sul piano ambientale da parte dell’azienda precisa: “Servono garanzie che assicurino un miglioramento ambientale”

“Abbiamo letto le 23.000 pagine e al momento il piano ambientale non è soddisfacente, aspettiamo proposte da Arcelor”. Questa la posizione del ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio, al termine dell'incontro con le rappresentanze sindacali dell'Ilva in corso al Mise. Secondo quanto riferisce l'Ansa, Di Maio ha dichiarato che “servono garanzie da parte dell'azienda che assicurino un miglioramento ambientale”.

Discusso anche il piano occupazionale degli acquirenti di ArcelorMittal: “Aspettiamo proposte sul versante del piano occupazionale dove bisogna fare di più. Servono garanzie certe per l'occupazione”, avrebbe dichiarato Di Maio.

In merito al futuro dello stabilimento sono intervenuti i rappresentanti sindacali. “Il ministro ha detto che non sta lavorando per chiudere stabilimenti ma per trovare soluzioni”. Ha spiegato secondo Repubblica.it Rocco Palombella della Uilm. Mentre Marco Bentivogli, segretario generale Fim, afferma: “Abbiamo rinnovato la necessità che il ministro faccia di più e di meglio nell'approfondimento, siamo favorevoli che sul piano ambientale si faccia di più, che sul piano occupazionale ci siano ancora più garanzie rispetto a quelle fatte finora, ma il tempo è scaduto e per questo è fondamentale che il ministro comprenda che noi non guardiamo il colore di qualsiasi governo, né l'impronta politica, ma è decisivo che si arrivi al più presto a delle soluzioni”.

Ancora nessun accordo tra sindacati e Mittal malgrado le parti abbiano tentato una sintesi per diversi mesi al Mise e poi anche da soli senza il Governo. Il nervo scoperto è ancora quello delle assunzioni Mittal parla di 10.100 assunti al subentro e altri 400 da assumere a fine piano industriale, nel 2023. I sindacati propongono invece 10.100 assunti dopo l’acquisizione e altri 400 entro l’anno o alla prima risalita produttiva. I sindacati inoltre chiedono che non ci siano esuberi tra assunzioni, ricollocazioni, esodi volontari incentivati e ammortizzatori sociali.  Ad oggi i lavoratori totali Ilva sarebbero poco meno di 14mila e poco meno di 11mila a Taranto. Nel frattempo sino al 15 settembre prossimo l’azienda proseguirà in amministrazione straordinaria.