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Lun, Nov

Position Paper Ilva 2018, PeaceLink scrive a Di Maio

Position Paper Ilva 2018, PeaceLink scrive a Di Maio

Ambiente

PeaceLink ha inviato al ministro Luigi Di Maio e ai sindacati il Position Paper Ilva 2018, chiedendo anche un incontro con il Prefetto di Taranto, Giovanni Donato Cafagna. Nel documento tra le altre cose informazioni sulle emissioni inquinanti, sugli impianti, sull'AIA, sugli aspetti sanitari, sui lavoratori, sull'immunità penale”. Marescotti: “Finito il tempo in cui esistevano due verità sull’Ilva una scientifica e una politica

PeaceLink ha inviato al ministro Luigi Di Maio e ai sindacati il Position Paper Ilva 2018, chiedendo anche un incontro con il Prefetto di Taranto, Giovanni Donato Cafagna. “Lo spirito è quello di giungere, pur nel rispetto del pluralismo delle voci, - spiega il presidente dell’associazione Alessandro Marescotti - ad una posizione il più possibile convergente e condivisa sulle criticità ambientali, sanitarie ed economiche dell'ILVA”. Il documento di riferimento “ancora saldamente le richieste della società civile ad evidenze scientifiche, tecniche e giuridiche”. 

Si tratta della medesima relazione inviata dall’associazione eco-pacifista al ministro dell’Ambiente, Sergio Costa lo scorso 4 luglio il cui focus accentua l'attenzione “sulle emissioni inquinanti, sugli impianti, sull'AIA, sugli aspetti sanitari, sui lavoratori, sull'immunità penale, sulle norme europee, sui diritti umani, sulle questioni etiche, sugli aspetti squisitamente economici e sulla possibile riconversione”.  Il Position Paper è integrato con un approfondimento sugli aspetti sanitari realizzato dalla dott.ssa Annamaria Moschetti, Presidente della Commissione Ambiente dell'Ordine dei Medici di Taranto. “Il documento serve a comunicare la nostra posizione sulla complessa vertenza ILVA e le nostre proposte. – precisa l’ambientalista –frutto di una attenta analisi tecnica e giuridica” il cui obiettivo è assumere “decisioni basate sull'evidenza dei dati e sull'interesse generale”.

“Ci auguriamo finisca il tempo in cui esistevano due verità sull'ILVA, una scientifica e una politica. – prosegue Marescotti - Sull'attuale impatto ambientale e sanitario dell'inquinamento prodotto dal siderurgico occorre massima chiarezza. Qualora qualcuno sia convinto che l'emergenza ambientale e sanitaria sia finita,- aggiunge-  occorre che venga allo scoperto e che porti la documentazione in suo possesso, chiedendo al contempo - per onestà intellettuale - l'abrogazione delle norme che concedono l'immunità penale a chi gestisce l'ILVA. Non è corretto che si dica che l'emergenza è finita e che al tempo stesso si concedano ancora scudi penali per fronteggiare quell'emergenza che si nega a parole”.

“Ci auguriamo – conclude Marescotti - che tutti gli attori coinvolti esprimano un documento equivalente che ponga sul tavolo in modo organico, chiaro e documentato la loro posizione, con scrupolo e con il massimo rispetto della verità”.