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Mar, Nov

Peacelink su dati Asl mitili Taranto: “Valori più alti del 2018. In pericolo anche secondo seno Mar Piccolo”

Peacelink su dati Asl mitili Taranto: “Valori più alti del 2018. In pericolo anche secondo seno Mar Piccolo”

Ambiente

“I dati della Asl di Taranto aggiornati al 2018 ci consegnano valori preoccupanti con risultati più elevati rispetto a quelli storici rilevati dopo il 2011.” Questo il commento di Peacelink all’indomani delle analisi della Asl jonica sui mitili allevati nel mare di Taranto. L’associazione avverte: “Il primo seno del Mar Piccolo va completamente sgomberato dall'illecito con "’tolleranza zero’"

“I dati della Asl di Taranto aggiornati al 2018 ci consegnano valori preoccupanti con risultati più elevati rispetto a quelli storici rilevati dopo il 2011.” Questo il commento dei Peacelink all’indomani delle analisi della Asl jonica sui mitili allevati nel mare di Taranto.

“I risultati delle analisi relativi ai mesi del 2018 sono più elevati del triennio 2015/2017 se compariamo i dati di ogni mese in relazione a quelli degli stessi mesi del triennio scorso. – sottolinea l’associazione -Questo è un chiaro risultato frutto del bio-accumulo di diossine e pcb che in questi anni ha interessato l'eco-sistema dove vengono allevati i mitili di Taranto: nel Mar Grande e nel Mar Piccolo”.

Numeri che “dovrebbe far preoccupare chiunque abbia responsabilità dirette nei confronti della salute pubblica e di conseguenza far muovere immediatamente azioni che possano individuare la fonte inquinante, bloccarla e successivamente bonificare le aree”.

“Il dato rilevato a giugno 2018 nel primo seno del Mar Piccolo, - aggiunge Peacelink - dove ricordiamo che ancora oggi si possono allevare mitili in deroga all'ordinanza regionale che impone "il blocco del prelievo e della movimentazione di tutti i mitili", facendo riferimento alla sommatoria diossina+pcb, ha un valore più elevato di quelli riscontrati negli ultimi anni dopo il 2011”. “Tutti i mesi del 2018, sempre prendendo in analisi la sommatoria diossina+pcb nel primo seno, sono più elevati dei rispettivi mesi degli anni 2015, 2016. 2017”.- precisa.

Si evincerebbe dunque “un preoccupante andamento che tende al peggioramento e che può compromettere l'intero eco-sistema del Mar Piccolo, e non solo del primo seno”. In relazione ai mitili allevati nel secondo seno del Mar Piccolo e nel Mar grande “i dati delle analisi della Asl rimangono sotto il limite di legge”, “ma se li confrontiamo con i risultati delle analisi fatte nelle altre regioni d'Italia – spiegano gli ambientalisti - ci rendiamo conto che anche in questi specchi d'acqua le cose non vanno benissimo e di certo non si può dire che queste acque si possano bere”. Si tratterebbe infatti di valori più elevati rispetto ad altre regioni d’Italia.

“Analizzando altri dati riferiti al secondo seno del Mar Piccolo troviamo valori con un andamento peggiorativo rispetto agli anni precedenti. – prosegue l’associazione ecopacifista - Come si possono trovare questi dati sul novellame nel secondo seno, cioè cozza che deve crescere e diventare adulta? Se erano cozze provenienti dal primo seno avrebbero dovuto subire ordinanza di distruzione alla richiesta di spostamento dal primo al secondo seno e non arrivare qui già con valori oltre i limiti di legge. Le ipotesi sono: o la cozza nociva già da novellame sfugge al controllo quando viene spostata, o queste vengono spostate senza richiesta da parte dei gestori degli allevamenti con conseguente autorizzazione della Asl perché provenienti da allevamenti abusivi nel primo seno o già da novellame si inquinano anche nel secondo seno. In ognuna di queste ipotesi è a serio rischio la salute dell'uomo perché la Asl non può controllare il 100% del prodotto allevato”.

“Alla luce di questi dati, ancora oggi dal 2011, constatiamo che questi in alcuni casi superano abbondantemente i limiti di legge, anche più del doppio, ed in altri i livelli di azione, - prosegue Peacelink - cioè quella soglia a partire dalla quale occorre intraprendere azioni specifiche in applicazione del principio di precauzione così come previsto dai regolamenti comunitari. Ci chiediamo quali siano le azioni intraprese dal sindaco di Taranto Rinaldo Melucci al fine di tutelare la salute dei cittadini di Taranto. I mitili di Taranto sono contaminati da diossine e pcb, la Provincia si è adoperata per identificare il responsabile della contaminazione? – chiede - Come intende proseguire i suoi lavori il commissario straordinario alle bonifiche, da poco riconfermato nel suo ruolo, Vera Corbelli? A quando una ordinanza sindacale che imponga lo sgombero totale degli allevamenti nel primo seno del Mar Piccolo al fine di intraprendere una bonifica seria e radicale, senza nessuna deroga relativa alla crescita dei mitili e a limiti temporali al fine dello spostamento in altre acque? Sono proprio queste deroghe al divieto di movimentazione nel primo seno che hanno consentito al sistema illecito che opera nella mitilicoltura di introdurre nel mercato autorizzato, in pescherie e ristoranti, mitili contaminati e pericolosi per la salute dei cittadini di Taranto. La relazione della Asl, oggi, ci conferma quanto denunciato da Peacelink nel corso del 2017 e cioè l'inserimento nel mercato regolare ed autorizzato di mitili nocivi ed inoltre frutto di attività illecite e abusive che sfruttano la manovalanza degli extracomunitari inseriti nei sistemi di accoglienza”.

“La questione mitili di Taranto non può essere più gestita dalle deroghe, dalle "maglie larghe" della politica locale e delle confederazioni di categoria miopi nella visione del futuro di questa città. – sottolinea - Questo approccio nei confronti di gravi illeciti che minano la salute delle persone vanifica l'enorme sforzo dei Carabinieri, Capitaneria di Porto, Guardia Costiera e dei Vigili Urbani che in questi mesi hanno effettuato numerosi sequestri di prodotto contaminato, ma questi non possono controllare e sequestrare il totale del prodotto illecito che procura notevoli proventi al comparto ittico illecito”.

“Il primo seno del Mar Piccolo va completamente sgomberato dall'illecito con "tolleranza zero", senza deroghe e va sottoposto all'immediata bonifica - conclude Peacelink - solo in questo modo, domani, si eviterà anche per il secondo seno la stessa sorte che il primo seno ha vissuto nel 2011 e che ancora oggi vive pur essendo lo specchio d'acqua più fertile di Taranto”.