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Mar, Nov

Pineta Blandamura, al via la costruzione di un “ecomostro”

Pineta Blandamura, al via la costruzione di un “ecomostro”

Ambiente

Una struttura capace di deturpare un altro tratto di costa. Il circolo Peppino Impastato di Rifondazione Comunista punta il dito contro la possibile costruzione del porticciolo turistico prevista fra Tramontone e Gandoli. “Gesto politicamente inaccettabile – replicano gli attivisti – Un turismo invasivo ad alto impatto ambientale” 

Un “ecomostro” capace di deturpare un altro tratto di costa. Il circolo Peppino Impastato di Rifondazione Comunista punta il dito contro la possibile costruzione del porticciolo turistico prevista fra Tramontone e Gandoli. “La concessione, valida per 48 anni, - precisano i militanti - è stata rilasciata alla ITL-Italconsult Costruzioni dalla direzione del Patrimonio del Comune di Taranto lo scorso 18 luglio dopo un iter iniziato nel lontano 1998. Il progetto, stando alle carte di allora, prevede un molo lungo 250 metri, con 144 parcheggi in terra”. “Ma ciò che più sconcerta, in questa vicenda, - aggiungono - è la totale noncuranza delle istituzioni locali. Il Comune di Taranto per anni non ha espresso alcun parere; la ITL ha presentato quindi ricorso al Tar, che ha intimato al Comune di prendere una decisione. Era il 2012, amministrazione Stefàno, e il Comune, dopo non essersi neanche costituito in giudizio, ha lasciato scadere i termini per esprimersi. La palla è passata così a un commissario ad acta, che ha ritenuto ci fossero le condizioni per approvare la concessione. Il Comune non ha fatto alcun ricorso contro quella decisione! Insomma, l'amministrazione di allora ha deciso di non decidere su un progetto così impattante per il territorio, favorendo di fatto gli interessi della ITL”.

Poche settimane fa la notizia della concessione. “E’ un atto politicamente inaccettabile – spiegano ancora -Il Comune, massimo rappresentante della cittadinanza, non può rinunciare alle sue prerogative in tema di programmazione del territorio. Taranto non può permettersi ulteriori devastazioni delle sue risorse naturali. Il modello di turismo a cui il progetto di porticciolo si ispira è l'esatto contrario di quello di cui la nostra città avrebbe bisogno: si tratta di un turismo invasivo, ad alto impatto ambientale, di cui beneficia quasi esclusivamente il gestore dell'opera”.

Gli attivisti già in prima linea contro l'abbattimento della masseria Solito, scendono ora in campo contro la devastazione della pineta Blandamura. “Chiediamo al Sindaco di far valere la clausola di salvaguardia contenuta nella determina, - concludono -revocando immediatamente la concessione. Riteniamo inoltre che l'amministrazione debba obbligare i proprietari della pineta a rispettare le norme sulla tutela e la manutenzione del verde pubblico, impedendo i tentativi di deforestazione abusiva che si sono già verificati in passato”.