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Mar, Nov

Gas Radon nelle scuole del quartiere Tamburi

Gas Radon nelle scuole del quartiere Tamburi

Ambiente

Tre scuole del quartiere Tamburi a Taranto interdette dall’agenzia regionale per l’Ambiente per il rilevamento di Gas Radon. E’ caos nel quartiere tra i più inquinati d’Italia. Amati: "Il caso Taranto dimostra la necessità di monitoraggio in ogni luogo pubblico o aperto al pubblico"

Tre scuole del quartiere Tamburi a Taranto interdette dall’agenzia regionale per l’Ambiente (Arpa Puglia) per il rilevamento di Gas Radon. E’ caos nel quartiere tra i più inquinati d’Italia. Un gruppo di cittadini del rione hanno tenuto un sit-in davanti alla scuola Vico-De Carolis dopo aver appreso che 8 aule di tre plessi scolastici resteranno inaccessibili per l’intervento dell’Agenzia. Il direttore regionale dell'Agenzia per la protezione ambientale, Vito Bruno, secondo Ansa, riferirebbe “casi in cui i superamenti sono piuttosto significativi, in particolare in otto aule, e altri dove il superamento sussiste ma non è altrettanto significativo". "Comunque - aggiunge Bruno - il superamento prevede interventi finalizzati al risanamento". A rischio altre 18 aule mentre da parte degli abitanti del quartiere si accrescono i timori. “Noi ci chiediamo cosa hanno respirato i nostri figli lo scorso anno scolastico, l'entità del danno, - spiega all’agenzia di informazione Celeste Fortunato, portavoce del movimento 'Tamburi Combattenti'- e se esistono metodi di precauzione”.

Sulla questione è intervenuto Fabiano Amati, Presidente della Commissione regionale bilancio e primo firmatario della legge sul radon.“Senza la legge regionale sul radon, unica in Italia, e senza l'impegno di Arpa Puglia nell'applicarla, non avremmo mai saputo che in alcune scuole di Taranto si supera il livello di concentrazione e che c'è dunque bisogno di essenziali interventi di adeguamento strutturale".- Ha spiegato - "La pericolosità per la salute dall'esposizione al gas radon è fuori discussione, così come fuori discussione è la necessità di monitorare l'intero territorio regionale. – ha aggiunto Amati - Conoscere nel dettaglio i livelli di esposizione a questo pericoloso gas naturale serve innanzitutto a tutelare la salute e a consentire elementari interventi di adeguamento strutturale, così come dettagliatamente previsti dalla stessa legge regionale, in grado di ridurre al massimo il pericolo. Il caso Taranto – conclude - dimostra la necessità di monitoraggio in ogni luogo pubblico o aperto al pubblico, e il rispetto di modalità costruttive anti-radon per tutti i nuovi edifici".