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Mar, Nov

Ilva, Peacelink: “Arcelor inquinerà di più"

Ilva, Peacelink: “Arcelor inquinerà di più"

Ambiente

Anche con nuove tecnologie ArcelorMittal inquinerà di più se aumenta la produzione a 8 milioni di tonnellate l’anno. Questa la denuncia del presidente di Peacelink, Alessandro Marescotti che punta il dito contro il piano ambientale Ilva; “Nessun riferimento – dichiara l’ambientalista – ad emissioni non convogliate”

Anche con nuove tecnologie ArcelorMittal inquinerà di più se aumenta la produzione a 8 milioni di tonnellate l’anno. Questa la denuncia del presidente di Peacelink, Alessandro Marescotti che punta il dito contro il piano ambientale Ilva : “ Se Arcelor Mittal taglierà - come dichiara - il 30% delle polveri delle emissioni convogliate è come se a 8 milioni di tonn/anno l'ILVA emettesse polveri quanto a 5,6 tonn/anno. – spiega Marescotti - Il punto è che attualmente ILVA produce acciaio liquido per 4,8 tonn/anno (dati ufficiali 2017). Quindi con l'aumento produttivo a 8 milioni di tonn/anno avremo un aumento di polveri del 16% in flusso di massa annuo rispetto al 2017. Questo calcolo vale per le emissioni convogliate. – aggiunge - Arcelor Mittal non dichiara invece di quanto vuole tagliare le emissioni non convogliate (come quelle della cokeria) che sono le più pericolose”.

“La situazione è ancora peggiore per le emissioni di CO2 dall'ILVA. – afferma ancora l’ambientalista - Parliamo delle emissioni che provocano lo scongelamento dei ghiacci e l'innalzamento dei livelli dei mari, a causa del surriscaldamento climatico. I tagli del 15% delle emissioni di CO2, promessi da Arcelor Mittal e dal suo fedele governo, non compensano assolutamente l'incremento produttivo del 66% da 4,8 a 8 milioni di tonnellate anno di acciaio liquido, incremento che il Ministero dell'Ambiente intende concedere a condizioni facilitate rispetto al piano ambientale precedente. L'Ilva, con le sue centrali energetiche, è la maggiore fonte di emissione in Italia di CO2 assieme alla centrale a carbone di Cerano. – spiega Marescotti - L'Italia dovrebbe tagliare le emissioni di CO2 del 33% entro il 2030 (è l'obiettivo dell'Europarlamento per la nostra nazione) e invece consente all'ILVA un imponente incremento dei gas serra”. “Quello che è grave – conclude -  è che il governo, invece di incassare i tagli di emissioni convogliate (tutti da dimostrare) e di rivendicarli come un passo in avanti, li scambia con incrementi produttivi, facendo evidenti passi indietro”.