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Mar, Nov

Ilva e la decarbonizzazione: possibile scenario?

Ilva e la decarbonizzazione: possibile scenario?

Ambiente

La decarbonizzazione dello stabilimento Ilva di Taranto e il potenziamento delle fonti energetiche alternative. Questo nelle intenzioni del ministro dell’Ambiente Sergio Costa che in una recente intervista al portale Tiscali sembra orientare il siderurgico in direzione diversa rispetto al passato. Ma è sulla reale bontà degli interventi e sulla loro efficacia e generosità che si gioca l’accordo, stipulato combinando ostinatamente interessi svariati e non necessariamente conciliabili

La decarbonizzazione dello stabilimento Ilva di Taranto e il potenziamento delle fonti energetiche alternative. Questo nelle intenzioni del ministro dell’Ambiente Sergio Costa che in una recente intervista al portale Tiscali sembra orientare il siderurgico in direzione diversa rispetto al passato. Ma gli auspici non appaiono dei migliori a fronte della denuncia, nei giorni scorsi, da parte del presidente dell'associazione Peacelink, Alessandro Marescotti che sul piano ambientale di ArcelorMittal ha espresso numerose perplessità, additando “un imponente aumento della produzione di gas serra”.

Il ministro dal canto suo ribadisce: “C'era un accordo vincolante che non potevamo annullare. Per noi l’accordo è l’inizio di un percorso che deve portare alla decarbonizzazione”. Affermazione assorbita positivamente anche dal governatore di Puglia, Michele Emiliano che ha sottolineato in modo entusiastico: “L’impegno del Governo per la totale decarbonizzazione dell’Ilva è una strepitosa notizia che premia una battaglia della mia amministrazione che per tre anni, in una durissima solitudine e con attacchi da parte di tutte le forze politiche, ha sempre cercato di spiegare agli industriali e ai sindacati, che ove si fosse deciso di mantenere aperta l’Ilva, l’unica soluzione tecnica coerente con la salute dei tarantini e la Costituzione della Repubblica Italiana era la totale decarbonizzazione dello stabilimento attraverso l’utilizzo di forni elettrici alimentati a gas o a idrogeno”. Emiliano aggiunge: “L’Organizzazione mondiale della sanità, presso la quale il Presidente del Consiglio Conte ha svolto oggi il suo intervento, ha sempre sostenuto questa proposta della Regione Puglia assieme ai migliori scienziati mondiali ed alla più famosa rivista medica del mondo Lancet che ha pubblicato un intervento”.

Nel frattempo il ministro rassicura che in caso “di aumento di produzione di acciaio da 6 a 8 milioni di tonnellate di acciaio, l’azienda dovrà comunque rispettare la soglia di salvaguardia ambientale precedentemente fissata" e se"vi fosse uno sforamento della soglia, l’azienda incorrerebbe in una penale giornaliera di 15.000 euro”. Ma è sulla reale bontà degli interventi e sulla loro efficacia e generosità che si gioca l’accordo, stipulato combinando ostinatamente interessi svariati e non necessariamente conciliabili, piena occupazione e abbattimento dell’inquinamento a fronte di standard di produzione elevati o in una prospettiva di aumento. L’obiettivo di un ambiente autenticamente salubre e il ripensamento della città in termini di riconversione o sostenibilità, non sembra porsi in cima all’agenda delle priorità politiche. Sebbene dal ministro Costa nei giorni scorsi dichiarazioni roboanti sulla possibilità di anticipare la copertura dei parchi minerari, assicurando un 50% entro il 2019. “Io quasi mi sentirei di dire a Taranto 'finestre aperte la prossima estate'”. La sensazione tra i cittadini del capoluogo jonico non è altrettanto condivisa né granitica, ancora alle prese con incognite diffuse e uno sguardo al passato che non lascia dubbi sui temibili scenari. Le finestre per ora restano chiuse, mentre da sotto i camini si sogna un cielo sgombro di nuvole e da ovvietà demagogiche.