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Mar, Nov

Museo dell’Arsenale di Taranto, Legambiente: “Progetto fantasma”

Museo dell’Arsenale di Taranto, Legambiente: “Progetto fantasma”

Ambiente

La realizzazione del Museo dell’Arsenale di Taranto resta ancora nell’alveo degli impegni assunti ma attualmente elusi. Legambiente Taranto ribadisce la necessità di mettere a punto il progetto le cui “prime tracce si ravvisano nel 2015 e ad uno dei tanti decreti salva Ilva”. Legambiente: “Basta proclami ora servono i fatti”

La realizzazione del Museo dell’Arsenale di Taranto  resta ancora nell’alveo degli impegni assunti ma attualmente elusi. Legambiente Taranto ribadisce la necessità di un mettere a punto il progetto le cui “prime tracce si ravvisano nel 2015 e ad uno dei tanti decreti salva Ilva” e il cui start up avrebbe dovuto avere luogo sessanta giorni dopo la data di entrata in vigore della legge in decreto. “Da allora, di giorni, non ne sono passati sessanta, ma oltre milleduecentosessanta, - ribadisce l’associazione - e della realizzazione di quel progetto, tranne qualche fugace notizia apparsa sugli organi di informazione, non c'è traccia”. Approvato dal Cipe il 22 dicembre 2017 per un importo pari a 35,45 milioni di euro, l’idea vede la realizzazione di un polo museale all'interno dell'Arsenale: una mostra Storico-Artigiana, la musealizzazione di reperti di archeologia marina forniti dal MIBAC, di un sommergibile della classe Sauro che sarà reso visitabile e infine di un percorso guidato panoramico all'interno dell'Arsenale. “Per la "Prima Fase" del Progetto, sono stati assegnati  5,7 milioni di euro al Ministero della Difesa: 4,3 destinati alla progettazione e realizzazione del punto espositivo e di accoglienza e 1,4 per lo sviluppo della progettazione dei rimanenti  interventi. – aggiunge Legambiente - A marzo del 2018 non risultava speso neanche 1 euro. Né ci risulta che, ad oggi, sia cambiato nulla”.

“Al Ministro della Difesa, al Governo, chiediamo che le somme stanziate vengano spese al più presto e venga reperita la copertura finanziaria necessaria per realizzare tutti gli interventi previsti. – conclude l’associazione -Rispetto agli impegni per Taranto ribadiamo la richiesta che, a partire dalla prossima legge di Bilancio, vengano ampliate le risorse messe a disposizione del Contratto Istituzionale di Sviluppo,   con particolare riferimento alla bonifica territoriale, a partire da quella del Mar Piccolo, ferma al prologo costituito dalla pulizia dei fondali, e al restauro  della Città Vecchia di Taranto, che sull'esempio di quanto fatto a  Matera con il recupero dei Sassi, può essere-  -insieme alla bonifica territoriale- uno dei motori di un diverso sviluppo, non più basato solo sull'acciaio”.