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RIFIUTI INURBANI

RIFIUTI INURBANI

Ambiente

Detriti, spazzatura, vecchi televisori in disuso, abiti dismessi. L’elenco potrebbe proseguire quando si tratta di rifiuti abbandonati lungo le strade che costeggiano la città e la sua provincia. L'appello di Legambiente Taranto ha innescato una reattività insperata da parte del Comune jonico che ha assicurato un cambio di rotta. Ma la realtà è più complessa e denuncia una indolente inciviltà, una più o meno sottesa trivialità delle azioni divenuta oramai patrimonio genetico collettivo

Detriti, spazzatura, vecchi televisori in disuso, abiti dismessi. L’elenco potrebbe proseguire quando si tratta di rifiuti abbandonati lungo le strade che costeggiano la città e la sua provincia. L’appello di Legambiente Taranto ha innescato una reattività insperata da parte del Comune jonico che ha assicurato un cambio di rotta. Ma la realtà è più complessa e denuncia una indolente inciviltà, una più o meno sottesa trivialità delle azioni divenuta oramai patrimonio genetico collettivo. Una sorta di germe endemico che sovrana l’agire diffuso. A Taranto l’autentica sfida è la rivoluzione culturale. Questione ancora al vaglio da parte dell'attuale classe dirigente il cui coma selettivo consente spiragli di ottimismo.  

“Quotidianamente la città di Taranto si trova a combattere contro l’incuria e l’inciviltà di pochi che pretendono di tenere in ostaggio una intera comunità. Ed è contro questi pochi che l’amministrazione lavora per costruire una serie di servizi per offrire risposte certe alla città”.  Inizia così la nota da Palazzo di Città all’indomani della protesta da parte di Legambiente Taranto che denuncia l’accumulo di rifiuti abbandonati sul ciglio delle nostre strade e lungo arterie periferiche. “È in fase di pubblicazione - fa sapere la direzione ambiente - la gara triennale per il recupero dei rifiuti abbandonati, per un ammontare complessivo di 700.000 mila che vanno ad aggiungersi alle risorse stanziate per il potenziamento dei servizi Amiu per il ritiro degli ingombranti, come deliberato alcuni giorni fa dalla Giunta Melucci”.   

L’associazione ha infatti espresso in modo accorato la sua personale riprovazione a fronte di atti di inciviltà evidenti da un nutrito corredo fotografico che restituisce l'immagine di un territorio ancora molto lontano da standard di elevati comportamenti etici. “Ieri, in seguito alla segnalazione di un cittadino, abbiamo fatto un sopralluogo sulla strada che da Statte porta all’area industriale per poi collegarsi alla statale 106 Jonica – scrive Legambiente Taranto - Sia all’imbocco delle diramazioni verso l’area industriale che nelle immediate vicinanze dello svincolo che porta alla SS 106 sono presenti cumuli di detriti, sacchi di spazzatura neri, gialli, azzurri, resti di mobili, bottiglie e contenitori di plastica, residui di cibo, calcinacci e intonaci, materassi sventrati, vecchi abiti dismessi, televisori, cartoni, un inventario del disgusto in cui spiccano alcuni grandi sacchi bianchi, di quelli normalmente utilizzati per contenere rifiuti industriali. Insomma tutti i componenti di una vera e propria discarica”.

“Abbiamo già inviato alla Polizia Municipale e all’Assessorato all’Ambiente del Comune di Taranto la documentazione fotografica che abbiamo raccolto, insieme alle indicazioni del sito affinché da un lato si provveda alla eliminazione dei rifiuti e, dall’altro, se ne accerti per quanto possibile la provenienza. – proseguono gli ambientalisti - Non è però un episodio isolato. C’è un pezzo di questa città che non si fa scrupolo di ridurla a discarica danneggiando l’ambiente e mettendo a rischio la salute delle persone. Non sono solo individui incivili: sono veri e propri criminali che chi ama Taranto deve isolare e combattere, squarciando il velo del disinteresse e della rassegnazione: rivolgiamo a tutti un appello a rompere il muro dell’omertà e denunciare episodi e individui che non vanno in alcun modo sottovalutati o tollerati”. A tal fine Legambiente ha richiesto l’intervento dell’Amministrazione al fine di “predisporre un piano straordinario che consenta nei prossimi mesi di ripulire dai rifiuti il territorio tarantino”.

Non è tardata la risposta del Comune jonico che ha assicurato “la ricollocazione lavorativa nell’ambito del “Progetto verde amico” di 145 operatori ex isola verde” e “la massiccia installazione di telecamere diffuse sull’intero territorio comunale che hanno già consentito la verifica di oltre 600 violazioni, cui hanno fatto seguito pesanti sanzioni elevate dal corpo di polizia municipale”. Oltre al “bando per le sentinelle del decoro urbano, vero valore aggiunto per lo sviluppo della cittadinanza attiva”. “Questa sfida, per essere vinta, può e deve contare sull’appoggio dell’intera cittadinanza e delle associazioni attive come Legambiente – concludono da Palazzo di Città - che ringraziamo ed invitiamo a palazzo di città per approfondire la nostra proposta di redazione di un piano straordinario”.

Misure straordinarie per quanto utili risultano alla lunga insipienti se deprivate del necessario supporto educativo o in taluni casi rieducativo che veda nella trasformazione culturale un suo imprescindibile fondamento. La metamorfosi di una città, della percezione dei suoi contesti, delle sue periferie non può ritenersi possibile senza un mutamento delle regole che fino ad oggi ci siamo dati, dei codici morali a cui ci siamo attenuti. Sempre che non ce ne siamo sbarazzati abilmente assieme a quegli stessi rifiuti.