21
Mer, Nov

Perrini (Dit/NcI): “Quanto amianto c’è nello stabilimento Ilva di Taranto ?"

Perrini (Dit/NcI): “Quanto amianto c’è nello stabilimento Ilva di Taranto ?"

Ambiente

A pochi giorni dalla denuncia del Comitato Contramianto e altri rischi Onuls il consigliere regionale Perrini (Dit/NcI) interviene sulla questione e presenta all’attenzione del governatore Emiliano e dell’assessore all’Ambiente una interrogazione sui rischi derivati da esposizione all’amianto, in particolare nel siderurgico jonico. “All'interno dell'Ilva la Regione Puglia ha effettuato l'attività di censimento dei quantitativi di amianto presenti?”

“All'interno dell'Ilva la Regione Puglia ha effettuato l'attività di censimento dei quantitativi di amianto presenti?”. Il quesito è posto dal consigliere regionale di Direzione Italia/Noi con l’Italia, Renato Perrini che ha presentato nelle scorse ore una interrogazione urgente al presidente della Regione e assessore alla Salute, Michele Emiliano, e all'assessore all'Ambiente, Stea.

“Si muore ancora troppo di amianto. I dati del Registro Tumori di Bari sono spaventosi: - precisa Perrini - nelle provincia di Taranto circa 500 persone, in questi anni, sono morti per mesotelioma, la patologia connessa proprio alla presenza dell'amianto, che provoca anche altri tipi di tumori, soprattutto al polmone, anzi statistiche, sempre sanitarie, rilevano che per ogni caso di mesotelioma si registrano tre di tumore ai polmoni. Chiaramente il rischio di contrarre e morire di mesotelioma o tumore ai polmoni è più alto se si si respirano particelle di amianto”.

“E' assurdo, - prosegue Perrini - se si considera che la tutela dei lavoratori per i rischi per esposizione all'amianto è prevista da una legge sia europea, sia nazionale, sia pugliese.  Insomma, una super protezione, ma nei fatti?”.

Ma è proprio la possibile presenza di amianto nello stabilimento di Taranto che sembra preoccupare l’esponente politico: “Nel più grande siderurgico europeo, l'Ilva, l'amianto è tenuto sotto controllo?”. E ancora: “Sono stati predisposti e pianificati i controlli ambientali e sanitari per verificare il rischio e la pericolosità dell'ambiente di lavoro; sono state previste risorse adeguate per istituire idonei programmi di sorveglianza sanitaria dei lavoratori Ilva esposti all'amianto?”. 

“Un'interrogazione che ho sentito di dover presentare dopo la denuncia del Comitato Contramianto e altri rischi Onlus: - conclude Perrini -  la sensazione è che se tutto questo fosse stato predisposto probabilmente non dovremmo registrare tutti questi morti a Taranto e provincia”.