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Mer, Nov

Tap come Ilva: da ministero dell’Ambiente valutazioni di legittimità

Tap come Ilva: da ministero dell’Ambiente valutazioni di legittimità

Ambiente

Tap come Ilva. Nessuna illegittimità fa sapere il ministro dell’Ambiente Sergio Costa che quest’oggi ha consegnato al premier Conte le valutazioni sull’opera. Si tratta della seconda importante questione, assieme all’Ilva di Taranto, al centro della campagna elettorale dal M5S e rispetto alla quale lo stesso movimento si era detto contrario a più riprese. Ad oggi un nuovo passo indietro che non stupisce

Tap come Ilva. Nessuna illegittimità fa sapere il ministro dell’Ambiente Sergio Costa che quest’oggi ha consegnato al premier Conte le valutazioni sull’opera. “In data odierna ho trasmesso al premier Giuseppe Conte le valutazioni di legittimità svolte dal Ministero dell'Ambiente sulla Valutazione di impatto ambientale rilasciata dallo scorso governo sul progetto Tap – ha spiegato il ministro in un comunicato restituito da Ansa - Anche nei punti contestati non sono emersi profili di illegittimità, indipendentemente dal merito, in quanto la Commissione Via - unico soggetto titolato a pronunciarsi - ha ritenuto ottemperate le prescrizioni”.

“La valutazione fatta dal Ministero dell'Ambiente esula dal mio pensiero personale e dal mio convincimento politico, se l'opera sia giusta o no - ha precisato Costa -. Ma nella fase attuale ogni valutazione da parte del Ministero deve essere fatta solo ed esclusivamente sulla base del principio della legittimità degli atti e non sul merito tecnico dei medesimi, in quanto non consentita dall'Ordinamento”. 

“Il lavoro è durato ininterrottamente per più giorni - prosegue Costa -, durante i quali sono state esaminate oltre mille pagine di documenti e c'è stata anche una nuova interlocuzione con Ispra su alcuni aspetti delle varie fasi della procedura. È bene sottolineare che parliamo di un procedimento già autorizzato e concluso nel 2014, su cui si è espresso il Consiglio di Stato con sentenza 1392 del 27 marzo 2017, confermandone definitivamente la legittimità".

“Tuttavia, come è stato detto, abbiamo ascoltato tutte le osservazioni provenienti dal territorio, sia dai portavoce del Movimento 5 Stelle sia dal comune di Melendugno – ha proseguito Costa -. Abbiamo valutato se tutte le autorizzazioni fossero state emesse a norma di legge. Il risultato di questo lavoro è ora nelle mani del Presidente del Consiglio per le opportune valutazioni che il governo dovrà esprimere”.

Si tratta della seconda importante questione, assieme all’Ilva di Taranto, al centro della campagna elettorale dal M5S e rispetto alla quale lo stesso movimento si era detto contrario a più riprese. Storico l'intervento del deputato del Movimento, Alessandro Di Battista che ribadì: "Quest'opera la blocchiamo in due settimane". Ad oggi un nuovo passo indietro che non stupisce, ma che sembra denunciare lacune di credibilità e affidabilità rispetto agli impegni presi. Tap come Ilva, due estremi che tendono a combaciare: la Puglia oramai bacino privilegiato delle contraddizioni del governo giallo verde e luogo d’origine della debacle pentastellata.