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Mer, Nov

TIP TAP

l Movimento No Tap chiede la dimissione degli esponenti del M5S eletti in Salento grazie al voto degli attivisti

Ambiente

Tutto cambia perché nulla cambi. La faccenda gattopardesca del gasdotto salentino replica quasi ironicamente la parabola del siderurgico tarantino che ha visto nell’accordo con ArcelorMittal un epilogo antesignano. Ora il  Movimento No Tap chiede la dimissione degli esponenti del M5S eletti in Salento grazie al voto degli attivisti

Tutto cambia perché nulla cambi. La faccenda gattopardesca del gasdotto salentino replica quasi ironicamente la parabola del siderurgico tarantino che ha visto nell’accordo con ArcelorMittal un epilogo antesignano. Nel Salento come a Taranto numerose sono state le proteste da parte degli elettori del Movimento 5 Stelle “traditi” dalla defezione dei suoi rappresentanti. Ora il popolo chiede giustizia, e all’indomani di propagandistiche campagne in occasione delle quali si è urlato a gran voce contro l’ancien régime sinistroide reo di aver condotto l’Italia e gli italiani alla totale devastazione, i conti non tornano.

Perché a Melendugno come a Taranto si invoca coerenza e il rispetto degli impegni assunti, puntualmente delusi dal governo giallo-verde. Giunta in via ufficiale la legittimità del gasdotto che vedrà la nascita sulle coste salentine, il Movimento No Tap da tempo contro la realizzazione dell’opera a San Foca di Melendugno, ha avviato attraverso i social una campagna contro gli esponenti pentastellati eletti in Salento grazie al voto degli attivisti.

I volti dei “detrattori” del Movimento vengono dunque sbeffeggiati restituendone l’immagine tra due loghi il primo recante la scritta "No Tap, né qui né altrove", il secondo "Sì Tap, sia qui che altrove". Il cambiamento di rotta in realtà non desta sorprese, la “lezione Taranto” ha lasciato presagire l’esito circa la seconda “grande” opera in Puglia. Osteggiata da chi in questi anni ha ritenuto di dover difendere la propria terra da ciò che considerava essere un attacco predatorio, una colonizzazione forzata e che aveva in buona fede attribuito credibilità a coloro che hanno fatto dei temi a forte tensione mediatica e avvertiti da una sensibilità comune, uno strumento elettorale. Ora il Movimento a 5 Stelle sembra essersi impantanato, incapace di risalire la china e inghiottito dal suo stesso delirio di onnipotenza. Ma noi lo sapevamo già. Prima Ilva, ora il tip “TAP”.