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Lun, Mar

Arcelor verso la decarbonizzazione, la Regione starà dalla sua parte

Arcelor verso decarbonizzazione, la Regione starà dalla sua parte

Ambiente

Il gruppo franco indiano presenta a Parigi un progetto di decarbonizzazione dell’ex Ilva di Taranto. Borraccino: “Se questo avviene è perché anche il mondo della produzione ha compreso che serve un grande cambiamento tecnologico per rilanciare l'economia per costruire un futuro sostenibile”

“ArcelorMittal, per bocca di Matthieu Jehl, amministratore delegato per le sedi produttive italiane, ha presentato a Parigi un progetto di decarbonizzazione dell'ex Ilva di Taranto. Certo, il progetto avrà tempi medio-lunghi di realizzazione e richiederà finanziamenti pubblici oltre quelli propri dell'impresa, ma la notizia è buona”. L’assessore regionale allo Sviluppo economico Mino Borraccino accoglie con entusiasmo la presa di posizione da parte del gruppo franco indiano sulla possibile riconversione dello stabilimento tarantino. “E' sorprendente che a spingere per mettere al centro dell'agenda politica europea la riduzione delle emissioni di Co2 sia la multinazionale indiana neo proprietaria della più grande fabbrica di acciaio del continente, che utilizza il carbone nel ciclo produttivo. – prosegue Borraccino - Ma se questo avviene è perché anche il mondo della produzione ha compreso che serve un grande cambiamento tecnologico per rilanciare l'economia del vecchio continente e per costruire un futuro sostenibile.”

La de-carbonizzazione della produzione di acciaio per passare al gas naturale risulta “sia conveniente per l'ambiente e per la salute”, anche se rimane imprescindibile “la Valutazione del Rischio e dell'Impatto Sanitario”.

“Il tema posto dal gruppo va messo al centro dell'agenda della politica nazionale ed europea. – aggiunge Borraccino - Contrastare i cambiamenti climatici è urgente e l'accordo d Parigi deve trovare piena applicazione. Per farlo, serve un piano di sostituzione del carbone con altre fonti naturali e rinnovabili.  Fare questo, - conclude - non servirebbe a nulla se poi l'Europa consentisse l'importazione di prodotti provenienti da Paesi nei quali le produzioni sono sempre legate al carbone.”